VILLA BELLE ALLIANCE – SULLE TRACCE DI EDITH WHARTON E DEI SUOI AMERICAN HOSTELS DURANTE LA GRANDE GUERRA

VILLA BELLE ALLIANCE – SULLE TRACCE DI EDITH WHARTON E DEI SUOI AMERICAN HOSTELS DURANTE LA GRANDE GUERRA

Traduzione di Simona Maria Corvese (dal report originale in inglese)

Nell’estate del 1914 Edith Wharton, la ben nota scrittrice americana, si stava preparando per le vacanze, quando scoppiò la Prima Guerra Mondiale. Sebbene molti fuggissero da Parigi, lei tornò nel suo appartamento parigino in Rue de Varenne e per quattro anni fu una sostenitrice instancabile e ardente dello sforzo bellico francese.

Mrs. Wharton fondò gli American Hostels parigini, per rifugiati di guerra. Al termine della guerra ricevette la Legion d’onore per il suo instancabile impegno e l’imponente rete di volontariato che creò, togliendo dalla strada migliaia di rifugiati di guerra. Non si limitò a fornire mero assistenzialismo (vitto e alloggio), ebbe una visione modernissima ed efficiente del concetto di volontariato, fornendo vitto, alloggio, assistenza medica, corsi di formazione professionale e posti di lavoro, grazie anche alla costituzione di un’agenzia per l’impiego degli American Hostels.

Per nostra fortuna Mrs. Warthon scrisse un report che descriveva in modo dettagliato l’attività e l’organizzazione degli American Hostels.

Caliamoci ora in quel periodo storico, con una pagina del report sugli America Hostels, nella quale Edith Wharton ci racconta come e dove venivano curate le donne e i bambini affetti da tubercolosi.

Villa Belle Alliance e Villa Bon Accueil, Groslay (France), Prima Guerra Mondiale.

«Due edifici adiacenti in grandi giardini sono stati affittati a Groslay e originariamente dotati di 100 letti ma ora lì vi sono 104 donne e bambini. Nell’edificio più grande dei due, Villa Belle Alliance, sono ricevuti i casi seri, mentre in quello più piccolo, Villa Bon Accueil, ci si prende cura dei pazienti che sono affetti da bronchite cronica e tubercolosi ancora in stato iniziale. Una governante inglese è responsabile di questi due edifici, assistita da due infermiere qualificate.

Uno degli obiettivi del Comitato è quello d’impedire che i pazienti sprofondino nella depressione causata dalla malattia e d’interrompere comportamenti di pigrizia e autoindulgenza. Una giovane insegnante impartisce ai bambini lezioni quotidiane e insegna loro varie occupazioni utili, mentre una signora visita gli ospedali diverse volte alla settimana, affidando lavori leggeri alle donne.

Gli edifici sono circondati da un grande parco e i pazienti sono tutti incoraggiati a stare all’aperto quando questo sia possibile. È stato anche costruito un solarium nel quale i pazienti possono trascorrere i loro giorni in primavera. Si è scoperto che molti dei bambini sono affetti da tubercolosi delle ossa e delle ghiandole. Questi casi richiedono aria di mare e bagni di mare e quindi è stata affittata e adattata per lo scopo una grande villa ad Arromanche in Normandia…» – Edith Wharton.

Tratto dal Report of Edith Wharton’s Charities in France, American Hostels for refugees in Paris and Children of Flanders Rescue Committee – Report of the New York Committee from February First 1915 to November First 1916 (continua)

Nota storica: Villa Belle Alliance (che vedi nella cartolina d’epoca) è in realtà un castello in stile Luigi XIII. Questo castello, insieme all’edificio più piccolo, ossia Villa Bon Accueil erano l’unione di due proprietà. L’espressione “Belle Alliance” deriva dal fatto che venne fatta una bella alleanza tra i due edifici per scopi sociali. Villa Bon Accueil venne distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e non è stata più ricostruita.

La foto della cartolina d’epoca ritrae Villa Belle Alliance e la puoi trovare sul sito del Comune di Groslay, insieme ad altri edifici d’importanza storica.

Una seconda nota storica:

nell’aprile del 1915, quando il Belgio venne pesantemente bombardato, il Governo Belga chiese a Edith Wharton se se la sentisse di accogliere altri rifugiati. Erano persone molto anziane ma soprattutto bambini, in stato di grande necessità, storditi dal terrore e dall’angoscia delle loro esperienze. Fu così prontamente costituito il “Comitato per il salvataggio dei bambini delle Fiandre”, interamente distinto dal comitato degli “American Hostels per Rifugiati”.

Quando i bambini arrivarono ​​a Parigi dalle Fiandre, solo poche delle ragazze più grandi sapevano parlare un po’di francese. I bambini più piccoli conoscevano solo il loro nativo fiammingo. La Regina del Belgio espresse personalmente a Mrs. Wharton il suo sincero desiderio che a tutti i bambini venisse insegnato il francese e questo desiderio fu realizzato. Alla fine anche i bambini più piccoli furono in grado di comprendere e parlare la lingua adottata.

p.s.: gli argomenti di questo post sono tratti da parte delle ricerche che ho svolto per il mio romanzo “Il giardino di Étienne”, in lavorazione. – “Il giardino di  Étienne”, copyright © 2017 Simona Maria Corvese.

Simona Maria Corvese

Nata a Milano, collabora con la rivista “Confidenze” di Stile Italia Edizioni (ex Mondadori), scrivendo racconti di vita vera.

È anche autrice di romanzi di fiction per adulti. Con la casa editrice PubMe ha pubblicato la dilogia di Sinfonia della Felicità:

“Sinfonia della Felicità – La storia di Roberto e Livia” vol.1 – casa editrice PubMe, collana Little Black Dress (autunno 2020).

“Sinfonia della Felicità – Una famiglia per noi” vol.2 – casa editrice PubMe, collana Human (primavera 2021).

Dopo la Laurea Specialistica in Giurisprudenza con il vecchio ordinamento e un Master post lauream in Gestione Risorse Umane, Selezione e Formazione (Cegos Italia), ha lavorato per diversi anni negli uffici del personale di grandi multinazionali, maturando esperienze in tutti questi aspetti della gestione delle Risorse Umane.

Vive con la sua famiglia nell’Hinterland Milanese. Ha sviluppato un interesse personale per la letteratura dickensiana e quella di Edith Wharton ma anche per il ghost writing.

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