SKETCHES BY BOZ

SKETCHES BY BOZ

Londra è stata la protagonista dell’opera letteraria di Charles Dickens. Lì egli visse gran parte della sua vita e lì iniziò la sua carriera letteraria. Era solito passeggiare per la città di Londra raccogliendo storie della classe operaia che avrebbero ispirato le sue opere future come Bleak House. Nel dicembre del 1833, l’Old Monthly Magazine pubblicò anonimamente il primo racconto di Dickens “A Dinner at Poplar Walk”. Lo scrittore non venne pagato, ma l’editore di Morning Chronicle prese nota della storia. L’editore suggerì a Boz, il primo pseudonimo di Dickens per le pubblicazioni, di scrivere note e schizzi della vita londinese, che Dickens conosceva relativamente bene grazie alla sua esperienza giornalistica. Nel 1836, Dickens mise insieme le sue osservazioni e scrisse Sketches di Boz, il primo libro dello scrittore. Iniziava così una leggendaria carriera di scrittore.

Oggi ho finalmente ricevuto la “Trilogia di Londra” di Dickens, ordinata qualche giorno fa e mi sono tuffata a capofitto nella sua lettura. Immergermi nell’universo dickensiano è per me qualcosa di estremamente rigenerante ma, credetemi, questa è una miniera d’oro!

Il titolo originale della “Trilogia di Londra” è Sketches by Boz. Illustrative of Every-day Life and Every-day People. Venne pubblicato nel 1836 con lo pseudonimo di Boz ed è una raccolta di pezzi di ‘giornalismo letterario quotidiano’ scritti per diversi giornali e riviste, pubblicati in due tomi dall’editore londinese John Macrone.

Vi citerò i passi più belli e, dalle poche pagine che ho iniziato a leggere, vi posso dire che è un incredibile caleidoscopio di umanità. Quella che ci tratteggia Dickens è la vera umanità, quella che si può incontrare solo per strada, percorrendo palmo a palmo la città con uno sguardo incredibilmente lucido e attento… l’umanità che solo chi è stato veramente un povero come Dickens può descrivere in quel modo.

“Si vada, per esempio, dalle parti del Surrey, e si osservino le botteghe… che si trovano vicino alla King’s Bench Prison e presso le “Rules”. Quanto diverse e quanto sorprendentemente illustrative dell’impoverimento degli sfortunati abitanti di quella zona! … Pezzo a pezzo, ci si separa dai capi di abbigliamento meno necessari, prima quelli dell’uomo in rovina, poi quelli della moglie, alla fine quelli dei figli, anche dei più piccoli. Ammucchiata insieme con noncuranza fino a quando non si presenta un acquirente, si tratta di roba vecchia, rattoppata, rammendata, è vero; ma la fattura e il materiale raccontano di giorni migliori; e più è roba vecchia e maggiore è la miseria e l’indigenza di coloro che un tempo l’indossava” Charles Dickens.

Tratto da: Trilogia di Londra, Il grande Romanzo di Londra (parte seconda, Scene, capitolo XXI Botteghe di compravendita e magazzini di forniture navali), di Charles Dickens.

 

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