QUANDO, SCRIVENDO UN ROMANZO, TI TROVI A FARE L’INVESTIGATRICE PRIVATA

QUANDO, SCRIVENDO UN ROMANZO, TI TROVI A FARE L’INVESTIGATRICE PRIVATA

Nota sui lavori in corso per il romanzo “Il giardino di Étienne”, copyright © 2017.

Ricapitolo per chi non ha letto le note precedenti (che trovi sul mio sito, qui: https://www.simonamariacorvese.it/category/il-giardino-di-etienne/).

Il romanzo è ambientato in epoca contemporanea ed è un’intensa e sofferta storia d’amore per adulti.

Una parte della storia contiene una storia flash back che si lega al protagonista Étienne ed è ambientata nella Francia della Prima Guerra Mondiale (quella nel flash back è una storia d’amore e di guerra).

Nelle ricerche per la storia flash back entra in gioco Edith Wharton, la bravissima scrittrice americana che tutti leggono e, giustamente, amano. Edith Wharton è stata la prima donna a ricevere il Premio Pulitzer. A mio avviso ha saputo costruire personaggi più realistici di quelli di Henry James. La sua scrittura è anche più spontanea e pochi autori riescono a scrivere frasi con la cura e la poesia discreta di Edith Wharton.

Devi però sapere che la nostra cara Edith è stata anche un’imprenditrice “scafatissima” e una filantropa. Non a caso ha ricevuto la Legione d’Onore dalla Francia per il suo aiuto a favore dei rifugiati di guerra del Belgio durante la Prima Guerra Mondiale. In tempi record Edith Wharton organizzò gli American Hostels per i rifugiati, un’imponente ed efficace rete di volontariato. Il secondo progetto organizzato da Edith Wharton fu il “Comitato per il salvataggio dei bambini delle Fiandre”: quando nell’aprile del 1915 le Fiandre furono pesantemente bombardate, il Governo Belga chiese aiuto a Edith Wharton che, in 48 ore, fu in grado di accogliere un primo gruppo di bambini e anziani delle Fiandre. Nei giorni immediatamente successivi furono accolti altri 600 bambini. Per altre informazioni generali, dai un’occhiata al mio sito.

Il protagonista Étienne, a un certo punto della storia, citerà il Report degli American Hostels, introducendoci la storia flash back.

(Villa Belle Alliance – Groslay – Francia)

In questo momento mi sto focalizzando su un aspetto che coinvolge sia il progetto degli American Hostels che quello del Comitato di soccorso dei bambini delle Fiandre. Tra le persone accolte c’erano anche malati di tubercolosi. Le donne e i bambini malati di tubercolosi in modo più serio vennero accolti e curati presso Villa Belle Alliance, a Groslay (non molto distante da Parigi). Durante il loro soggiorno a Groslay, si scoprì che molti di questi bambini erano affetti da tubercolosi delle ossa e delle ghiandole. Questi casi richiedevano aria di mare e bagni di mare e quindi fu affittata e adattata per lo scopo una grande villa ad Arromanche in Normandia…

Sono stata ad Arromanches qualche anno fa ed effettivamente uno dei ricordi che lego maggiormente a quel luogo è l’aria di mare fredda e tagliente ma anche lo iodio talmente forte da farti bruciare le narici. Immagino che i bagni di mare per quei bambini saranno stati piuttosto freddini… brrr…

I bambini ospitati prima a Groslay e poi ad Arromanches erano quelli scappati dalle Fiandre e presi in carico dal Comitato per il salvataggio dei bambini delle Fiandre. Bambini non solamente ammalati ma anche traumatizzati dagli orrori della guerra. Pensa che fu preso un campione di 20 bambini, cui le maestre chiesero di disegnare la loro casa nelle Fiandre: 14 di questi bambini disegnarono la loro casa avvolta dalle fiamme.

Torniamo ora alla villa ad Arromanche. Il report sui lavori degli American Hostels ci riporta una foto con l’indicazione “Rest-House, Les Bergeries, Arromanche, Normandy”. Partendo da questo particolare, ho iniziato a investigare, perché parte della storia flash back é ambientata a Groslay (Villa Belle Alliance) e parte ad Arromanche nella casa di cura  “Les Bergeries”. È stato un po’ come trovare un ago nel pagliaio, visto che alcune delle residenze che hanno ospitato i rifugiati ora non esistono più. Ad esempio, del complesso di Villa Belle Alliance e Villa Bon Accueil a Groslay oggi rimane solamente Villa Belle Alliance: Villa Bon Accueil è stata distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale e mai più ricostruita. Oppure al n. 50 Rue du Docteur Blanche, Auteuil (Parigi), una casa in un giardino era stata prestata al Comitato da Mrs. Edward Tuck come luogo di riposo per donne e bambini che necessitavano di riposo e accurata alimentazione ma non abbastanza ammalati da essere mandati all’ospedale degli Hostels.

Le giovani madri venivano ricevute lì dopo la nascita dei loro bambini e i bambini erano accuditi mentre le loro mamme erano in ospedale. Ecco, questo è un altro caso dove ho scoperto che la casa nel giardino descritta dal report di Edith Wharton non esiste più. Al suo posto ora c’è una modernissima palazzina destinata ad abitazioni private.

Dopo un  po’ di ricerche e una buona dose di caparbietà, ho trovato la casa di cura “Les Bergeries” e ho scoperto il suo vero nome. Si chiamava Villa Saint Joseph, conosciuta come Villa Les Bergeries, in località Arromanches Les Bains (Calvados) – Normadia. I bambini delle Fiandre affetti da tubercolosi delle ossa e delle ghiandole, che necessitavano di curarsi con l’aria di mare furono dunque ospitati qui.

Cerca cerca e trovo una cartolina che riprende Villa Les Bergeries da una prospettiva diversa… che rivela un particolare molto interessante. È la prova provata che è proprio lei la villa di cui parla il report degli American Hostels. Compare infatti un cartello con scritto: “VILLA ST. JOSEPH – CURE D’AIR…pour enfants…et jeunes…”. La parola scritta dopo jeunes, purtroppo non riesco a leggerla ma non è determinante. Troppo forte è l’emozione di aver trovato Villa Les Bergeries.

Un secondo particolare che conferma l’identità della villa: la ringhiera delle scale e della balconata. La ringhiera nella fotografia pubblicata dal report degli American Hostels é la stessa che c’è in un’altra foto. Nelle altre due foto invece la ringhiera è cambiata.

Esiste ancora Villa Saint Joseph – Villa Les Bergeries? Sembrerebbe di no. Che cosa c’è al suo posto ora? Non ho ancora approfondito questo particolare, che non è importante ai fini della storia flash back, ambientata nell’estate del 1915.

Le ricerche e le investigazioni continuano…

Alla prossima

Simona

“Il giardino di Étienne”, copyright © dal 2017, Simona Maria Corvese.

Dedicato a mia madre.

 

(Étienne e Cristina, i protagonisti)

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento da Facebook

Leave A Response

* Denotes Required Field