UNA MUSICA DA FAVOLA – 11a puntata

Simona Maria Corvese

UNA MUSICA DA FAVOLA

Il primo prequel di “Sinfonia della Felicità”

 

La romantica e tormentata storia di Roberto e Laura, due giovani musicisti.

Copyright ©2018 Simona Maria Corvese.

Questo racconto, adatto a un pubblico adulto e anche young adult, è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell’immaginazione dell’autore o sono usati in chiave fittizia. Qualsiasi rassomiglianza con fatti o località reali o con persone, realmente esistenti o esistite, è puramente casuale.

Puoi trovare “Sinfonia della Felicità – La storia di Roberto e Livia” su questo link: https://www.amazon.it/Sinfonia-della-Felicità-storia-Roberto/dp/1979300399/

 

Foto di Mr. Sergey Karepanov (“il fotografo dei giardini” e uno dei più bravi fotografi naturalisti europei) – Jardins du chateau medieval de Picomtal (nel dipartimento delle Alte Alpi della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Francia del sud).

 

11a PUNTATA

La mattina seguente Laura e Roberto si ritrovarono di buon’ora nella sala della prima colazione.

“Dormito bene?”, chiese Roberto a Laura, quando la vide entrare nella sala.

“Come un ghiro! E tu?”

“Benissimo ma mi sono svegliato troppo presto, così ho già fatto una passeggiata fuori. C’è una deliziosa aria pungente!”, le rispose lui, sedendosi al tavolo e iniziando a scegliere le bustine del te.

“Spero ti abbia portato buon consiglio per il tuo lavoro”, rispose lei indicandogli una bustina di te grigio, adatto alla colazione.

“Oh, sì. Ho già idee e spunti che mi girano in testa… dopo te le illustro”.

“Oh, grazie per volermi coinvolgere”, rispose lei stupita “credevo fossi uno di quei compositori che hanno bisogno di lavorare in assoluta solitudine…”.

“Di solito è così”, le rispose lui, alzandosi dal tavolo e andando a prendere una teiera che la cameriera aveva appoggiato su un tavolo adiacente. La prese poi si voltò verso Laura e versò un po’ d’acqua calda nella sua tazzina. Subito dopo riempì anche la sua tazza. “…ma, vedi… c’è una motivo che accompagna i movimenti Esmeralda che continua a girarmi in testa. Avrei bisogno della voce di un violino che dialoghi con me, mentre suono la base della melodia del capitano Febo al pianoforte”, spiegò, tornando a sedere al tavolo. “Ricordi la scena del Gobbo di Notre Dame che abbiamo visto negli Studios a Los Angeles?”

Laura annuì.

“Ecco, è proprio quel momento che devo mettere in musica… e, tra l’atro, tu mi sei di molta ispirazione perché non hai nulla da invidiare al fascino di Esmeralda”, le spiegò lui strizzandole l’occhio.

“Grazie per avermi paragonato alla bella Esmeralda, ne sono onorata”, rise di cuore Laura “Non ti facevo così pratico nel provare la tua musica”.

Lui le sorrise divertito poi le avvicinò il vassoio con le brioches, da cui Laura si servì.

Finirono la colazione poi si trasferirono nella veranda dagli infissi verdi in stile Louisiana, del diciannovesimo secolo. La luce del sole investiva in pieno il locale in quel momento, conferendogli una particolare luminosità. Su un tavolino rotondo erano appoggiati alcuni fogli pentagrammati. Laura vi si avvicinò e lesse le note sullo spartito compilato a mano, con a fianco delle annotazioni in cui riconobbe la grafia di Roberto.

Ai lati del tavolino c’erano due sedie imbottite e foderate con tessuto di elegante broccato sui toni bianchi, rossi e verdi, su cui Roberto e Laura presero posto. Roberto rimase in silenzio a osservare l’espressione assorta di Laura mentre leggeva lo spartito. Proprio in quell’istante notò che la ragazza rabbrividì.

“Hai freddo?”, le chiese.

(continua)

 

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