UNA MUSICA DA FAVOLA – 10a puntata

Simona Maria Corvese

UNA MUSICA DA FAVOLA

Il primo prequel di “Sinfonia della Felicità”

 

La romantica e tormentata storia di Roberto e Laura, due giovani musicisti.

Copyright ©2018 Simona Maria Corvese.

Questo racconto, adatto a un pubblico adulto e anche young adult, è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell’immaginazione dell’autore o sono usati in chiave fittizia. Qualsiasi rassomiglianza con fatti o località reali o con persone, realmente esistenti o esistite, è puramente casuale.

Foto di Mr. Sergey Karepanov (“il fotografo dei giardini” e uno dei più bravi fotografi naturalisti europei) – Jardins du chateau medieval de Picomtal (nel dipartimento delle Alte Alpi della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra, Francia del sud).

10a PUNTATA

“Se per te va bene inizierei domani”, rispose lui, visibilmente contento di aver reso felice Laura. Amavano tutti e due quella sonata e questo avrebbe loro permesso di suonarla al meglio delle loro possibilità.

Roberto guardò l’orologio, poi si rivolse a Laura.” Abbiamo ancora tre quarti d’ora prima di pranzare. Ci troviamo nella lounge 10 minuti prima delle 7?”, le propose.

Laura annuì, mentre lui si alzava dal sedile del pianoforte, dirigendo verso la porta della sala. La precedette lì, le aprì la porta e la fece passare, poi si congedarono, salendo ognuno alla sua suite.

Più tardi, quando Laura entrò nella lounge, trovò Roberto seduto sul divano, preso nel pieno di una conversazione con la proprietaria del castello.

Gliela presentò e le spiegò che Martine era stata una sua compagna di studi al conservatorio di Milano.

La giovane castellana rivelò a Laura che nella settimana che sarebbero stati suoi ospiti, non ci sarebbero stati altri turisti. Questo avrebbe permesso loro di lavorare con molta concentrazione.

In cambio Laura e Roberto avrebbero tenuto il tradizionale concerto d’autunno, riservato a un pubblico selezionato di estimatori della musica classica da camera, espressamente invitato da Martine, tra i suoi amici.

La donna li lasciò soli, augurando loro buona serata: lei avrebbe trascorso la serata nella vicina cittadina di Embrun, a casa di conoscenti.

Quando furono rimasti soli, Laura andò a sedersi sul divano, accanto a Roberto. Sullo schienale era stato adagiato un ricco drappo a motivi floreali dorati su campo blu chiaro, che riprendeva gli stessi colori e gli stessi motivi del grande tappeto rettangolare ai loro piedi. Le pareti erano ricoperte di boiserie nella parte inferiore e di tappezzeria a motivi vegetali sui toni del beige e dell’oro, nella parte superiore. Due pesanti tende in broccato erano state legate ai lati del finestrone dal quale proveniva il bagliore del lampione acceso in giardino. Sulla parete corta della lounge un grande camino in pietra era sormontato da un imponente specchio che rifletteva l’immagine del locale, facendolo sembrare più profondo di quanto realmente fosse. Era stato acceso da poco ma il crepitio delle sue fiamme diffondeva un piacevole tepore e un delizioso profumo di pino silvestre. I due giovani parlarono ancora un po’, pianificando le prove del concerto che avrebbero iniziato il giorno seguente. Il repertorio era interamente dedicato alle sonate per violino e pianoforte e prevedeva la Sonata di Franck che, con la sua ciclicità era stata uno degli elementi che avevano ispirato la Ricerca del Tempo Perduto di Proust. Considerando il pubblico colto che Martine aveva invitato alla serata, Roberto e Laura pensarono che sarebbe stato bello alternare i 4 tempi della sonata con letture di brevi brani tratti dall’opera di Proust, che ben conoscevano. Dopo pranzo sarebbero andati nella biblioteca del castello e avrebbero scelto insieme i brani della Recerche che avrebbero letto la sera dello spettacolo, il seguente sabato. Il programma sarebbe culminato con la loro amata Sonata n.21 Kv304 di Wolfgang Amadeus Mozart . Roberto e Laura avevano scelto due partiture da loro predilette e che avevano suonato già molte volte. Tuttavia quella era la prima volta che suonavano insieme e sarebbe stato necessario provare tutti i giorni per diverse ore. Convennero di dedicare la mattina al lavoro di composizione di Roberto e il pomeriggio alle prove orchestrali. Avrebbero comunque dato ampio spazio a quei momenti in cui Roberto avrebbe avuto bisogno di tornare sulla sua composizione: l’immaginazione creativa non arrivava a comando e non rispondeva mai a un prefissato orario di lavoro.

Una cameriera interruppe la loro conversazione, comunicando che il pranzo era servito nella breakfast room. Chateau Picomtal era un bed and breakfast ma quando la proprietaria ospitava amici, tutti i pasti venivano consumati nella sala in cui i turisti facevano la prima colazione.

Roberto e Laura si alzarono dal divano e andarono a mangiare. Il resto della serata lo passarono in biblioteca, sfogliando una copia antica della Ricerca del Tempo Perduto di Proust. Fu divertente far tardi scoprendo che prediligevano brani differenti di quella monumentale opera… e fu una bella impresa mettersi d’accordo nella scelta delle letture. Alla fine, quando il sonno e gli effetti del jet leg ebbero il sopravvento sul loro entusiasmo letterario, convennero che era giunto il momento di dichiarare ufficialmente finita quella lunga giornata e ritirarsi ognuno nella sua camera da letto.

(continua)

“Che grande emozione, stasera. Pur sentendomi malissimo, sono tuttavia andato alla sala di Rue du Rocher per ascoltare la Sonata di Franck che amo tanto, non per ascoltare Enesco che non avevo mai udito… Ora l’ho trovato ammirevole” Marcel Proust,
Lettera del 19 aprile 1913 ad Antoine Bibesco

Sonata per violino e piano di Franck:

Foto: Lounge , Château Medieval de Picomtal.

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