L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI, di Jean Giono – 5a puntata.


L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI, di Jean Giono – 5a puntata.
Questo è un libro che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero leggere. Perché? Perché quello che ci comunica è un messaggio profondo: un inno alla vita, attraverso l’amore per la natura.
Il protagonista di questa storia è un uomo pacifico e, al tempo stesso, eccezionale per la generosità e l’altruismo con cui fece nascere una foresta di querce. Un uomo comune ma, proprio per questo, indimenticabile.
Buona lettura di questo racconto allegorico, per me indimenticabile, come il suo protagonista.
Simona

Per sovrappiù, il vento altrettanto senza posa irrita i nervi. Ci sono epidemie di suicidi e numerosi casi di follia, quasi sempre assassina. I1 pastore che non fumava prese un sacco e rovesciò sul tavolo un mucchio di ghiande. Si mise a esaminarle l’una dopo l’altra con grande attenzione, separando le buone dalle guaste. Io fumavo la pipa. Gli proposi di aiutarlo. Mi rispose che era affar suo. In effetti: vista la cura che metteva in quel lavoro, non insistetti. Fu tutta la nostra conversazione.
Quando ebbe messo dalla parte delle buone un mucchio abbastanza grosso
di ghiande, le divise in mucchietti da dieci. Così facendo, eliminò ancora i
frutti piccoli o quelli leggermente screpolati, poiché li esaminava molto da vicino.
Quando infine ebbe davanti a sé cento ghiande perfette, si fermò e andammo a
dormire.


(continua)
Nell’immagine: Pissarro, Wallnut and apple trees in bloom at Eragny.

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