L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI, di Jean Giono – 4a puntata.


L’UOMO CHE PIANTAVA GLI ALBERI, di Jean Giono – 4a puntata.
Questo è un libro che tutti, almeno una volta nella vita, dovrebbero leggere. Perché? Perché quello che ci comunica è un messaggio profondo: un inno alla vita, attraverso l’amore per la natura.
Il protagonista di questa storia è un uomo pacifico e, al tempo stesso, eccezionale per la generosità e l’altruismo con cui fece nascere una foresta di querce. Un uomo comune ma, proprio per questo, indimenticabile.
Buona lettura di questo racconto allegorico, per me indimenticabile, come il suo protagonista.
Simona

Era rimasto subito inteso che avrei passato la notte da lui; il villaggio più vicino era a più di un giorno e mezzo di cammino. E, oltretutto, conoscevo perfettamente il carattere dei rari villaggi di quella regione. Ce ne sono quattro o cinque sparsi lontani gli uni dagli altri sulle pendici di quelle cime, nei boschi di querce al fondo estremo delle strade carrozzabili.
Sono abitati da boscaioli che producono carbone di legno. Sono posti dove si vive male. Le famiglie, serrate l’una contro l’altra in quel clima di una rudezza eccessiva, d’estate come d’inverno, esasperano il proprio egoismo sotto vuoto.
L’ambizione irragionevole si sviluppa senza misura, nel desiderio di sfuggire a quei luoghi.
Gli uomini portano il carbone in città con i camion, poi tornano. Le più solide qualità scricchiolano sotto quella perpetua doccia scozzese.
Le donne covano rancori. C’è concorrenza su tutto, per la vendita del carbone come per il banco di chiesa, per le virtù che lottano tra di loro, per i vizi che lottano tra di loro e per il miscuglio generale dei vizi e delle virtù, senza posa.


(continua)
Immagine: Pissarro, Wallnutt and apple trees in bloom at Eragny.

  •  
    19
    Shares
  • 19
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento da Facebook

Leave A Response

* Denotes Required Field