LE SEI SINFONIE DI NATALE

The Petit-Champlain at Lower Old Town at night on christmas event

LE SEI SINFONIE DI NATALE

Chi sta inseguendo Gilles e perchè?

(Un estratto da un mio lavoro in progress, un romanzo breve natalizio, che pubblicherò per il Natale 2021).

Quebec City, in una fredda mattina di dicembre

… Gilles stava ora attraversando Place Royale, immersa in un’atmosfera ovattata sotto la coltre di neve che era scesa nella notte, andando ad aggiungersi alle copiose precipitazioni che c’erano state negli ultimi tre giorni. Anche Notre Dame des Victoires, con il tetto carico di neve, contribuiva a conferire alla piazza un’atmosfera fuori dal tempo, quasi fiabesca. L’abete natalizio addobbato a festa, illuminato e imbiancato dalla neve aggiungeva quel tocco di magia alla piazza illuminata ancora dalle luci dei lampioni notturni e semi deserta. Gilles, ammirando quel quadretto natalizio, proseguì il suo cammino costeggiando un lato di Notre Dame Des Victoires, nell’omonima via. Poco prima d’imboccare Rue Sous le Fort, che l’avrebbe portato in Rue du Petit Champlain, in un tratto stretto della via, qualcuno gli si avvicinò alle spalle e gli diede uno spintone facendogli perdere l’equilibrio. A quell’ora di mattina c’erano ancora poche persone per strada. Era l’orario in cui i negozi cominciavano ad aprire.

“Mi scusi”, gli disse il giovanotto che l’aveva urtato in un modo strano, mettendogli le mani addosso per sostenerlo ed evitare che cadesse. Subito dopo si allontanò a passo sostenuto.

Era accaduto tutto in una frazione di secondi ma Gilles capì immediatamente le intenzioni di quell’estraneo. Si tastò la tasca del giubbotto che indossava e si accorse di non avere più il borsellino con i documenti e le carte di credito. “Ehi, lei! Si fermi!”, gli intimò Gilles, cominciando a correre per raggiungerlo. In quel momento lo raggiunse un altro uomo alle spalle, forse un complice, che lo colpì alla nuca facendolo barcollare. Gilles cadde carponi ma non perse i sensi. Con tutta la sua forza di volontà si rialzò e riprese a inseguire i due uomini che lo avevano ormai distanziato.

Arrivò fino in fondo a Rue Notre Dame e fece per svoltare a destra, in Rue Sous le Fort, quando venne investito da un furgoncino rosso che proveniva dalla sua sinistra.

Si udì chiaramente lo stridore della frenata e poi il colpo secco e improvviso dell’impatto.

“Oh mio Dio!”, gridò Lily, aprendo la portiera con gesti concitati e scendendo dal furgoncino.

Quebec, Сanada- December 22, 2016: Winter day in the Petit Champlain neighborhood in Quebec City, Canada.
Tourists stroll the streets of the neighborhood. The lights and festive garlands illuminate the place. Winter day in the Petit Champlain neighborhood in Quebec City, Canada.

Era di ritorno alla libreria quando le si era parato davanti all’improvviso un uomo, senza darle il tempo di frenare.

O meglio, Lily aveva subito frenato ma, nonostante le gomme da neve, quell’improvvisa frenata aveva fatto slittare e sbandare il furgoncino, che ora giaceva di traverso nella via.

Lily girò intorno alla macchina e, di fronte al lato anteriore del suo mezzo, vi trovò un affascinante giovanotto, steso per terra. Era privo di sensi e della neve farinosa, sollevata dall’ impatto sull’asfalto, gli era finita sulla barba e sui capelli castani scuri, un po’ lunghi.

A Lily mancò un battito del cuore. Lo credette morto ma, proprio in quel momento, il giovane riprese coscienza guardandola con due occhi verde smeraldo, colmi di meraviglia. Si sollevò a sedere su un avambraccio, massaggiandosi la testa con la mano libera. Doveva averla battuta nella caduta.

Istintivamente Lily lo aiutò a scrollarsi la neve impigliata nei capelli scompigliati.

“Non si sforzi, la prego”, lo esortò lei, accovacciata sulle gambe accanto a lui. In una mano teneva il cellulare e aveva già composto il numero per chiamare un medico. Alcuni commercianti della via erano usciti dai negozi e si erano avvicinati per chiedere se fosse il caso di chiamare un’ambulanza. Fu Gilles a tranquillizzarli e a dire che non era necessario.

Lily notò che il giovane si stava guardando intorno con aria smarrita.

“Dove sono?”, le chiese lui, continuando a guardarsi intorno.

“In Rue Sous le Fort”, gli rispose Lily, con un’ espressione preoccupata.

“No, no”, replicò lui “Intendevo dire: in quale città mi trovo?”.

Lily lo guardò sconcertata. “Siamo a Quebec City e io sono Lily”, gli rispose, porgendogli la mano. Lui ricambiò la stretta. “Molto lieto, Lily. Io sono… io sono…”, continuò lui, scuotendo la testa e alzando gli occhi verso di lei. “Mi dispiace, Mademoiselle. Non ricordo come mi chiamo”. Con fare turbato, raccolse il cellulare che era caduto poco distante da lui.

Lily colse un barlume di speranza accendersi nei suoi occhi magnetici e spegnersi subito dopo: il cellulare, che avrebbe potuto dirgli chi era, aveva una crepa  profonda sul vetro e non si accendeva più.

“Venga, la porto in ospedale”, gli disse con gentilezza Lily, prendendolo per un braccio e aiutandolo ad alzarsi.

“Le sei sinfonie di Natale”, copyright © 2020 Simona Maria Corvese… work in progress…

 

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