LE QUERCE GEMELLE – 9a puntata


LE QUERCE GEMELELLE – 9a puntata
Simona Maria Corvese
LE QUERCE GEMELLE

Un misterioso messaggio custodito nell’incavo di una quercia, il racket della malavita e un enigma da risolvere, che solo lo sguardo innocente di un bambino in affido ai servizi sociali potrà contribuire a risolvere. Queste sono le cose che legano indissolubilmente il destino dei due protagonisti.
“Le querce gemelle” è la storia di Rebecca, una studentessa universitaria prossima alla laurea, cui la vita ha riservato un brutto colpo e di Mattia, un giovane uditore giudiziario dal passato difficile.
Le querce gemelle sono loro perché in comune hanno una forza quieta che li aiuta ad affrontare le difficoltà che la vita presenterà loro, senza mai gettare la spugna. Il loro è un amore immediatamente riconosciuto ma a lungo trattenuto, soprattutto dalle direzioni molto differenti che prendono le loro vite. Non sempre però le scelte giuste in un determinato momento della vita si rivelano tali nel lungo termine. Non sempre strade che portano in direzioni diametralmente opposte sono destinate a non incontrarsi.

Rebecca e Mattia hanno la forza tranquilla delle querce e l’entusiasmo della gioventù ma riusciranno a superare le difficili prove che riserverà loro la vita?
Questo racconto, adatto a un pubblico adulto e young adult, è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell’immaginazione dell’autore o sono usati in chiave fittizia. Qualsiasi rassomiglianza con fatti o località reali o con persone, realmente esistenti o esistite, è puramente casuale.

Foto di Simona Maria Corvese, le querce gemelle dei giardini della Villa Reale di Monza. Copyright © 2017-2018 Simona Maria Corvese.
“Le querce gemelle”, Copyright ©2017-2018 Simona Maria Corvese.

LE QUERCE GEMELLE – 9a puntata
Le disse che la sua preparazione era già buona e, alla fine di quel ciclo di lezioni, sarebbe stata ottima. Con molta sincerità le confidò che comprendeva il suo stato d’animo passeggero ma si disse convinto che sarebbe riuscita a superarlo. Chiusero la loro sessione di studio e Mattia assegnò a Rebecca la parte di programma da ripassare per l’incontro successivo.
Sulla soglia della casa di Arianna si diedero appuntamento alla lezione successiva.
Mattia rimase fermo per qualche secondo, in piedi accanto al portale in legno, osservando pensieroso Rebecca che montava sulla bicicletta e si allontanava.
La ragazza si avviò con lo zaino in spalla ma, sentendosi osservata, si fermò dopo poche pedalate. Si voltò, gli rivolse un dolcissimo sorriso e lo ringraziò ancora prima di ripartire. Era rimasta molto colpita dal modo di fare di Mattia, così rassicurante, equilibrato e molto maturo rispetto alla media dei ventisettenni che conosceva.

Il sabato seguente Rebecca e Mattia si trovarono ancora a casa di Arianna e la lezione procedette tranquillamente, senza difficoltà. Rebecca, con le poche indicazioni che le aveva dato Mattia e gli schemi a mappe dei processi, era migliorata sensibilmente. Anche la sua esposizione era diventata molto più precisa. Al termine della lezione uscirono insieme dalla casa di Arianna e fecero un tratto di strada insieme. Il sole di mezzogiorno era caldissimo e l’ombra sul marciapiede su cui stavano camminando si faceva sempre più corta.
“Ti conviene stare all’ombra: stai diventando già rosso…”, gli consigliò Rebecca. Mattia indossava un paio di jeans e una camicia azzurra con le maniche arrotolate. Era un moro con i capelli folti e mossi e la carnagione chiara: erano bastati pochi minuti di esposizione al sole ad arrossare il suo volto.
Lui annuì e la ringraziò. A quell’ora di sabato molti milanesi stavano facendo ritorno a casa con le borse cariche di frutta e verdura acquistata nei mercati rionali. Rebecca e Mattia spiccavano in quell’allegro andirivieni dei passanti perché al posto delle sporte della spesa, avevano rispettivamente uno zaino e una borsa 24 ore.
“Già fatta la spesa al mercato?”, le domandò lui mentre procedevano per strada.
“Sì”, annuì Rebecca “questa mattina presto prima di venire qui a lezione”.
“Sei bravissima e molto organizzata. Io non ne ho avuto ancora il tempo… andrò al supermercato oggi pomeriggio”, replicò lui.
“Oh no… non in questa stagione! È il periodo più bello dell’anno e la frutta e la verdura migliore la trovi ai banchi del mercato”, osservò lei.
“Effettivamente hai ragione. Ho un appuntamento alle 14 in zona Porta Venezia ma so che qui nelle vicinanze c’è un mercato rionale. Mi aiuteresti a scegliere? Potrei farcela a fare buoni acquisti prima di pranzo”, le propose lui.
… (continua)

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