LE QUERCE GEMELLE – 8a puntata


Simona Maria Corvese
LE QUERCE GEMELLE

Un misterioso messaggio custodito nell’incavo di una quercia, il racket della malavita e un enigma da risolvere, che solo lo sguardo innocente di un bambino in affido ai servizi sociali potrà contribuire a risolvere. Queste sono le cose che legano indissolubilmente il destino dei due protagonisti.
“Le querce gemelle” è la storia di Rebecca, una studentessa universitaria prossima alla laurea, cui la vita ha riservato un brutto colpo e di Mattia, un giovane uditore giudiziario dal passato difficile.
Le querce gemelle sono loro perché in comune hanno una forza quieta che li aiuta ad affrontare le difficoltà che la vita presenterà loro, senza mai gettare la spugna. Il loro è un amore immediatamente riconosciuto ma a lungo trattenuto, soprattutto dalle direzioni molto differenti che prendono le loro vite. Non sempre però le scelte giuste in un determinato momento della vita si rivelano tali nel lungo termine. Non sempre strade che portano in direzioni diametralmente opposte sono destinate a non incontrarsi.

Rebecca e Mattia hanno la forza tranquilla delle querce e l’entusiasmo della gioventù ma riusciranno a superare le difficili prove che riserverà loro la vita?
Questo racconto, adatto a un pubblico adulto e young adult, è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell’immaginazione dell’autore o sono usati in chiave fittizia. Qualsiasi rassomiglianza con fatti o località reali o con persone, realmente esistenti o esistite, è puramente casuale.

Foto di Simona Maria Corvese, le querce gemelle dei giardini della Villa Reale di Monza. Copyright © 2017-2018 Simona Maria Corvese.
“Le querce gemelle”, Copyright ©2017-2018 Simona Maria Corvese.

LE QUERCE GEMELLE – 8a puntata
“Mia madre faceva la domestica in casa Fontana. Era una ragazza madre e non ho mai conosciuto il mio vero padre. Quando lei venne a mancare avevo 10 anni e fui adottato dai Fontana… ma non sono mai stato considerato uno di famiglia”, le spiegò lui. Sedeva di fronte a Rebecca e la osservava, tranquillo, con uno sguardo aperto. Non c’era alcun segno di rancore nel suo sguardo.
“Almeno hai avuto l’opportunità di studiare e crescere in case signorili”, osservò lei.
Mattia scosse la testa. “Non ho mai vissuto nelle loro abitazioni signorili. Le mie case sono state collegi di lusso per ragazzi di famiglie borghesi e il pensionato studentesco durante gli anni dell’università”, precisò Mattia.
“So cosa significhi trovarsi senza affetti… io almeno, prima di rimanere sola, ho avuto l’amore dei miei genitori per lungo tempo…”, replicò Rebecca dispiaciuta per quanto le aveva confidato Mattia. Aveva aperto il su piccolo astuccio dal quale aveva estratto una matita con cui aveva preso a giocherellare nervosamente.
Mattia le spiegò che sapeva tutto della sua situazione. Arianna le aveva raccontato della morte accidentale dei suoi genitori, un anno prima.
“Almeno tu non hai le incertezze economiche che sto vivendo io…”, osservò Rebecca tra sé e sé.
Mattia annuì e cercò di rassicurarla e alleviare le sue preoccupazioni. “Dai, coraggio, non pensarci troppo… Non voglio sembrarti uno che prende con leggerezza le cose… comprendo le tue preoccupazioni e sono più che giustificate”, le disse “… ma stai tranquilla: se dovessi perdere il tuo lavoro da babysitter, riusciremo a trovarti un altro bambino da curare… e poi, magari, non avrai più bisogno: ormai ti manca poco a laurearti!”, cercò d’incoraggiarla.
Rebecca abbozzò un sorriso.
Iniziarono la lezione e Mattia la interrogò su una parte del programma previsto per l’esame di procedura penale. Notò subito che la ragazza era ben preparata. Questo rafforzò la sua convinzione che non c’era un problema di studio dietro quell’atteggiamento rinunciatario di Rebecca: molto probabilmente la recente perdita dei genitori aveva inciso pesantemente sulla fiducia nel futuro della ragazza. Mattia immaginò quanto si sentisse spaventata in quel momento della sua vita, senza alcun parente al mondo cui far affidamento. Rebecca, a soli 23 anni, poteva e doveva contare unicamente su se stessa. Alla fine della lezione Mattia le esternò le sue opinioni.
… (continua)

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