LE QUERCE GEMELLE – 10a puntata


Simona Maria Corvese
LE QUERCE GEMELLE

Un misterioso messaggio custodito nell’incavo di una quercia, il racket della malavita e un enigma da risolvere, che solo lo sguardo innocente di un bambino in affido ai servizi sociali potrà contribuire a risolvere. Queste sono le cose che legano indissolubilmente il destino dei due protagonisti.
“Le querce gemelle” è la storia di Rebecca, una studentessa universitaria prossima alla laurea, cui la vita ha riservato un brutto colpo e di Mattia, un giovane uditore giudiziario dal passato difficile.
Le querce gemelle sono loro perché in comune hanno una forza quieta che li aiuta ad affrontare le difficoltà che la vita presenterà loro, senza mai gettare la spugna. Il loro è un amore immediatamente riconosciuto ma a lungo trattenuto, soprattutto dalle direzioni molto differenti che prendono le loro vite. Non sempre però le scelte giuste in un determinato momento della vita si rivelano tali nel lungo termine. Non sempre strade che portano in direzioni diametralmente opposte sono destinate a non incontrarsi.

Rebecca e Mattia hanno la forza tranquilla delle querce e l’entusiasmo della gioventù ma riusciranno a superare le difficili prove che riserverà loro la vita?
Questo racconto, adatto a un pubblico adulto e young adult, è un’opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell’immaginazione dell’autore o sono usati in chiave fittizia. Qualsiasi rassomiglianza con fatti o località reali o con persone, realmente esistenti o esistite, è puramente casuale.

Foto di Simona Maria Corvese, le querce gemelle dei giardini della Villa Reale di Monza. Copyright © 2017-2018 Simona Maria Corvese.
“Le querce gemelle”, Copyright ©2017-2018 Simona Maria Corvese.

LE QUERCE GEMELLE – 10a puntata
Rebecca rimase sorpresa dalla proposta ma accettò di aiutarlo. Pochi isolati dalla casa di Arianna c’era un mercatino con generi di gastronomia, frutta e verdura. Rebecca guidò Mattia negli acquisti poi, dando uno sguardo all’orologio, si resero entrambe conto di aver fatto un po’ tardi. A casa non li attendeva nessuno per il pranzo, così si avvicinarono al banco di un commerciante di gastronomia e si fecero preparare un panino farcito con alcune fette di gustoso arrosto.
“Alloggi ancora nel pensionato universitario?”, chiese Rebecca mentre camminavano tranquillamente per le vie del mercato. A quell’ora non c’era quasi più nessuno: la maggior parte dei clienti era già tornata a casa e molti commercianti avevano cominciato a sbaraccare i loro banchi. Lei teneva con una mano la bicicletta e con l’altra il panino. Lui reggeva una borsa carica di frutta e verdura nella stessa mano in cui teneva la 24 ore. Le fece cenno di no con il capo, mentre divorava il suo panino. “Non più, ora vivo in affitto in un appartamento che condivido con altri neolaureati… ma sto cercando una casa tutta per me”, le rispose.
“Capisco”, replicò lei poi, non sapendo cos’altro dire in quel momento, rimase in silenzio.
“Grazie per i tuoi consigli: ho fatto ottimi acquisti. La frutta è molto più bella di quella del supermercato e qui costa molto meno”, la ringraziò lui, rompendo quel silenzio carico d’imbarazzo.
“In realtà se fai acquisti alla mattina molto presto, appena mettono giù i banchi, oppure poco prima della chiusura del mercato, ti accorgi che i prezzi sono più bassi. Se hai la pazienza di aspettare la chiusura, ti regalano anche qualche frutto in più, come hanno fatto con te oggi”, spiegò Rebecca osservando il sacchetto di meravigliose albicocche che aveva acquistato Mattia.
“Seguirò i tuoi consigli d’ora in poi, Rebecca”, la ringraziò lui poi guardò l’orologio.
“Sei in ritardo?”, chiese lei alzando gli occhi per incontrare quelli di Mattia.
… (continua)

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