LA SCELTA

LA SCELTA

Storia vera di Simona Maria Corvese

Anni fa ero a Parigi con un gruppo di viaggio. Arrivammo davanti alla Tour Eiffel al limite dell’orario di entrata. Avevamo una coda interminabile davanti e noi eravamo gli ultimi ma la guida ci garantì che ci avrebbe fatto entrare allo stesso. Accordi tra agenzie? Prenotazioni fatte con molto anticipo? No, perché era una visita fuori programma. Deus ex machina!

La guida telefonò a un amico e, in dieci minuti, al nostro gruppo fu permesso entrare. Passammo davanti alle ultime comitive di turisti stranieri in fila e a quelle che si erano rassegnate ormai a riprovare il giorno seguente. Chi è che ha detto “Gli ultimi saranno i primi”? … ci ha veramente preso! Solo che in questo caso è stato applicato in senso letterale.

Naturalmente questo approccio così disinvolto e creativo della guida generò molto biasimo da parte degli altri turisti esclusi. Si sollevò un brusio generale in diverse lingue ma quello che spiccò più di tutti fu il commento di un’altra comitiva di italiani, rimasti fuori dalla visita: “I soliti italiani!”. Il che ha anche una sua buffa ironia, sentito pronunciare da compatrioti.

“E che sarà mai”, commentò in risposta una signora della nostra comitiva, senza un briciolo di vergogna. Con un’espressione da oscar hollywoodiano ostentò addirittura indignazione, come se fosse stata lei ad essere stata offesa “mica ha commesso un reato!”.

Ora, non mi scandalizzo e non mi sorprendo più di fronte a copioni che ho visto mettere in scena talmente tante volte e che non appoggio… ma un profilo più basso da parte della signora sarebbe stato auspicabile. Soprattutto in considerazione del fatto che non stavamo raccogliendo commenti lusinghieri.

Come andò a finire? Mi vergognai di essere italiana in quel momento e, arrivata davanti all’ascensore, mi rifiutai di entrare in quel modo. Il gruppo si spaccò in due: quelli che entrarono nel primo ascensore della Tour Eiffel baldanzosi e ridendo di tutti quelli davanti ai quali stavano passando; quelli, come me, che decisero di tornare il giorno seguente, nella mattinata libera, organizzandosi per tempo e rispettando la lunga coda di attesa.

Sono scelte? Lascio ognuno libero di pensare ciò che vuole in base alla sua cultura. Se tornassi indietro, però, rifarei la stessa scelta altre mille e mille volte. Perché vedere Parigi dall’alto della Tour Eiffel, attorniata da voci e sorrisi che arrivano da tutto il mondo e che, come te, si sono conquistate la loro meta con onore, è una soddisfazione impagabile.

“La scelta”, copyright ©2020 Simona Maria Corvese.

 

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