LA SCATOLA DI SANTO STEFANO

LA SCATOLA DI SANTO STEFANO

Nella tradizione anglosassone il giorno di Santo Stefano viene detto anche “the boxing day – il giorno della scatola”. È un’usanza che ha origini antichissime e consiste nel dare denaro o beni durevoli alle persone delle classi sociali inferiori, nel giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre.

Tutti sono d’accordo sul fatto che questa usanza abbia origini britanniche e che abbia a che fare con la consegna dei regali ai meno fortunati. A parte questi due capi saldi, si sono sviluppate diverse teorie sul boxing day.

PRIMA TEORIA

Una teoria ci dice che secoli fa, i membri ordinari della classe mercantile davano scatole di cibo e frutta a commercianti e servi il giorno dopo Natale in un’antica forma di mancia natalizia. Questi doni erano un’espressione di gratitudine per coloro che lavoravano per loro. Quei doni di tanto tempo fa venivano confezionati in scatole, da qui il giorno che diventerà noto come “the boxing day – il giorno della scatola – St. Stephen’s day”.

SECONDA TEORIA

Un’altra teoria pone l’attenzione sul fatto che le celebrazioni natalizie ai vecchi tempi comportavano il riunire tutti i parenti in una grande tenuta, creando così uno dei rari casi in cui tutti potevano essere trovati in un posto alla volta. Con l’occasione del raduno della famiglia allargata il signore distribuiva ai dipendenti lo stipendio necessario per quell’anno.

Così, il giorno dopo Natale, quando era quasi ora di tornare in fattorie lontane, ai servi veniva offerta la loro assegnazione annuale di beni pratici, in base all’anzianità di servizio del lavoratore e alla dimensione della sua famiglia. L’assegnazione consisteva in stoffe filate, articoli in pelle, forniture alimentari durevoli, strumenti e quant’altro. Secondo questa spiegazione, non c’era nulla di volontario in questa transazione; il signore del maniero era obbligato a fornire questi beni. Gli articoli venivano messi in scatole, una per ogni famiglia, per rendere più facile il trasporto dei beni di questo rifornimento annuale; così, il giorno divenne noto come “the boxing day- St. Stephen’s day”.

TERZA TEORIA

Molti anni fa, il giorno dopo Natale, i domestici in Gran Bretagna portavano scatole ai loro padroni quando arrivavano per il lavoro quotidiano. Era tradizione che in questo giorno tutti i datori di lavoro mettessero monete nelle scatole come regalo speciale di fine anno. In una versione strettamente correlata di questa spiegazione, quel giorno apprendisti e servi avrebbero potuto sfondare piccole scatole di terracotta lasciate loro dai loro padroni. Queste scatole avrebbero ospitato piccole somme di denaro appositamente lasciate per loro.

Questa teoria a doppia versione fonde le due precedenti in una nuova forma: il datore di lavoro che era obbligato a distribuire qualcosa il giorno di Santo Stefano, ma questa volta ai destinatari che non lavoravano la terra per lui e quindi non dipendevano da lui per tutto quello che indossavano e mangiavano. La “scatola” diventa così qualcosa al di là del normale compenso ma non è nemmeno un regalo in quanto non c’è nulla di volontario al riguardo. Secondo questa teoria, le scatole sono una prima forma di bonus natalizio, qualcosa che i dipendenti vedono come un loro diritto.

QUARTA TEORIA – LE SCATOLE NELLE CHIESE

Le scatole nelle chiese per le donazioni stagionali ai bisognosi venivano aperte il giorno di Natale e il contenuto distribuito dal clero il giorno successivo. Il contenuto di questa cassetta dell’elemosina proveniva dalla gente comune della parrocchia che non aveva alcun obbligo diretto di fornire nulla e non era certo legata ai destinatari da un rapporto datore di lavoro / dipendente. In questo caso, la “scatola di Santo Stefano” proviene da quella gigantesca cassetta di sicurezza in cui sono state lasciate le donazioni.

TEORIA DELLE SCATOLE CONSERVATE SUI VELIERI

Joseph Mallord William Turner, Rotterdam Ferry-Boat, British, 1775 – 1851, 1833, oil on canvas, Ailsa Mellon Bruce Collection

Questa teoria è una versione elaborata della quarta teoria (quella delle scatole nelle chiese)

A bordo dei velieri che salpavano per viaggi lunghi veniva tenuta una scatola che raccoglieva le donazioni al sacerdote. Questi, in cambio, offriva messe per la sicurezza del spedizione, al santo particolare cui era affidata la protezione della nave e, soprattutto, della scatola. La scatola non doveva essere aperta fino al ritorno della nave; si può supporre che, nei casi in cui i marinai avessero avuto un periodo pericoloso, si sarebbe scoperto che questo scrigno racchiudeva un’offerta tollerabile. La Messa a quel tempo si chiamava Christmass, e le scatole che raccoglievano le offerte erano, ovviamente, chiamate Christmass-box. I poveri, tra coloro che avevano interesse per il destino di queste navi, o di coloro che navigavano su di esse, avevano l’abitudine di chiedere l’elemosina ai ricchi, per poter contribuire alle casse di massa; e da qui il titolo che è disceso fino ai nostri giorni, dando all’anniversario del martirio di Santo Stefano il titolo di “Christmas boxing day – il giorno della scatola della Messa” e, per corruzione, il suo attuale nome popolare “boxing day – giorno della scatola”.

Al di là delle teorie, rimaneva un punto fermo: coloro che facevano parte degli strati più bassi della società (commercianti, impiegati, servi o il generico “povero”) ricevevano le loro “scatole” il giorno dopo Natale. Va notato che coloro che stavano più in alto nella scala sociale non ricevevano nulla in cambio da coloro cui avevano elargito donazioni in beni materiali o denaro: un regalo in cambio sarebbe stato visto come un atto presuntuoso di rivendicazione dell’uguaglianza. … un vero e proprio affronto, visto che “the boxing day – il giorno della scatola” era un bastione che voleva sottolineare e preservare le linee di classe…

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