KEW GARDENS – un racconto di Virginia Woolf (8a puntata)

KEW GARDENS – un racconto di Virginia Woolf (8a puntata)

“…Ma chi può immaginare (così pensavano mentre spingevano il parasole nella terra) quali precipizi non si nascondano in loro, o quali pendii di ghiaccio non scintillino al sole dall’altra parte? …” Virginia Wolf.

Non mi dilungo in discorsi, vi auguro subito buona lettura di quello che non è semplicemente un racconto di Virginia Woolf ma un autentico gioiello di letteratura.

Buona lettura e buona passeggiata nei Kew Gardens, a Londra!

Simona

Ma chi può immaginare (così pensavano mentre spingevano il parasole nella terra) quali precipizi non si nascondano in loro, o quali pendii di ghiaccio non scintillino al sole dall’altra parte? Chi può sapere? Chi l’ha mai visto prima d’ora? Persino quando lei si domandò che tipo di tè offrivano a Kew, lui sentì che qualcosa si profilava dietro alle sue parole e si ergeva ampio e solido dietro di esse, e la foschia si alzò molto lentamente e scoprì – Oh Dio che cose erano quelle forme? – piccoli tavoli rotondi e cameriere che guardavano prima lei e poi lui; e c’era un conto che lui avrebbe pagato con una vera moneta da due scellini, ed era vero, tutto vero, si rassicurava lui, tastando la moneta in tasca, vero per tutti tranne che per lui e per lei; persino a lui cominciava a sembrar vero; e poi – ma tutto era troppo emozionante per poter rimanere più a lungo lì a pensare, e tirò il parasole fuori dalla terra con uno strattone, impaziente di trovare il posto dove si prendeva il tè con gli altri, come gli altri.

(continua)

 

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