KEW GARDENS – un racconto di Virginia Woolf (5a puntata)

KEW GARDENS – un racconto di Virginia Woolf (5a puntata)

Non mi dilungo in discorsi, vi auguro subito buona lettura di quello che non è semplicemente un racconto di Virginia Woolf ma un autentico gioiello di letteratura.

Buona lettura e buona passeggiata nei Kew Gardens, a Londra!

Simona

Ma William lo afferrò per la manica e con la punta del bastone da passeggio toccò un fiore per distrarre l’attenzione del vecchio, che lo guardò per un momento confuso, e poi vi accostò l’orecchio. E sembrò rispondere a una voce che proveniva dal fiore; cominciò infatti a parlare delle foreste dell’Uruguay che aveva visitato un centinaio di anni prima in compagnia della donna più bella d’Europa. Lo si poteva udire mentre mormorava qualcosa di foreste dell’Uruguay avvolte dai petali cerei di rose tropicali, di usignoli, di spiagge marine, di sirene e di donne annegate in mare, mentre si lasciava trascinare da William, sul cui viso accentuava sempre più profonda l’espressione di una stoica pazienza.

Seguivano i suoi passi così da vicino da essere un po’ sconcertate dai suoi gesti, due anziane donne della piccola borghesia, una robusta e pesante, l’altra agile e con le guance rosee. Come la maggior parte delle persone della loro condizione, erano visibilmente affascinate da qualsiasi segno di eccentricità che denota una mente confusa, soprattutto nelle persone agiate; ma erano troppo lontane per rendersi conto se quei gesti fossero soltanto eccentrici o veramente folli. Dopo aver scrutato in silenzio per un poco la schiena del vecchio ed essersi scambiate uno strano sguardo malizioso, proseguirono ricomponendo energicamente la loro complicatissima conversazione …

La donna robusta guardò con una strana espressione attraverso la pioggia di parole i fiori che si ergevano freschi, eretti e vigorosi nella terra. Li vide come chi destandosi da un sonno pesante vede un candelabro di ottone che riflette la luce in una maniera insolita, e chiude gli occhi e li riapre, e rivedendo il candelabro di ottone, finalmente si sveglia completamente e fissa il candelabro con tutte le sue forze. Così la donna robusta si arrestò davanti all’aiuola ovale e smise persino di fingere di ascoltare le parole dell’altra donna. Stava immobile, lasciando che le parole le scivolassero addosso, e intanto dondolava la parte superiore del corpo lentamente avanti e indietro guardando i fiori. Poi propose di cercare un posto a sedere e di prendere il tè.

(continua)

 

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