KEW GARDENS – un racconto di Virginia Woolf (3a puntata)

KEW GARDENS – un racconto di Virginia Woolf (3a puntata)

Non mi dilungo in discorsi, vi auguro subito buona lettura di quello che non è semplicemente un racconto di Virginia Woolf ma un autentico gioiello di letteratura.

Buona lettura e buona passeggiata nei Kew Gardens, a Londra!

Simona

“Perché stavo pensando al passato. Stavo pensando a Lily, la donna che avrei potuto sposare… Ma perché sei silenziosa? Ti dispiace che io pensi al passato?”.

“Perché dovrebbe dispiacermi, Simon? Non è forse naturale pensare sempre al passato in un giardino dove uomini e donne sono stesi sotto gli alberi? Non sono forse loro il nostro passato, tutto quel che ne rimane, quegli uomini, quelle donne, quei fantasmi stesi sotto gli alberi… la nostra felicità, la nostra realtà?”

“Per me una fibbia quadrata d’argento e una libellula.”

“Per me, un bacio. Immaginati sei bambine sedute davanti ai loro cavalletti laggiù in riva al lago, vent’anni fa, mentre dipingono le ninfee, le prime ninfee rosse che avessi mai visto. E all’improvviso un bacio, qui sulla nuca. E la mia mano ha tremato per tutto il pomeriggio così che non potevo più dipingere. Presi l’orologio e segnai l’ora in cui mi sarei concessa di ripensare al bacio per cinque minuti soltanto – era così prezioso – il bacio di una vecchia dai capelli grigi con una verruca sul naso, la madre di tutti i baci della mia vita. Vieni, Caroline, vieni, Hubert.”

Oltrepassarono l’aiuola, camminavano ora tutti e quattro affiancati, e presto si rimpicciolirono fra gli alberi e parvero quasi trasparenti, mentre la luce del sole e l’ombra ondeggiavano sui loro dorsi in larghe macchie irregolari e tremolanti.

Nell’aiuola ovale la chiocciola, il cui guscio si era macchiato per circa due minuti di rosso, di azzurro e di giallo, sembrò ora muoversi molto lentamente col suo guscio e cominciò a trascinarsi a fatica sulle briciole di terra friabile che si staccavano e scivolavano giù al suo passaggio. Sembrava avesse davanti a sé una meta ben precisa, distinguendosi in questo dal curioso insetto verde e angoloso che tentò di attraversarle il cammino, e attese per un attimo con le antenne tremolanti come se riflettesse, per poi avviarsi rapido e strano nella direzione opposta.

(continua)

 

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