IL MUSICAL – incipit

IL MUSICAL

Racconto di Simona Maria Corvese

Odette, una giovane attrice in difficoltà, ottiene la parte di Maria in una produzione teatrale del musical “West Side Story”.  Odette si innamora di Mathew, il regista, ma il cast e la troupe hanno bisogno di un miracolo quando la compagnia sta per essere sciolta. Anche Odette e Mathew hanno bisogno di un miracolo, per far chiarezza nei sentimenti di due persone completamente diverse come sono loro due.

 

Dietro i pesanti tendoni di velluto bordeaux, aperti ai lati del palco, Odette assistette alla performance della ragazza che, come lei, si proponeva per la parte di Maria nel musical “West Side Story”, in quel piccolo teatro di Tribeca, a New York.

“La recitazione non é male”, pensò tra sé e sé, Odette, osservandola. Quando però si mise a cantare, Odette sgranò gli occhi e si tappò la bocca con la mano per sopprimere le sghignazzate: la ragazza aveva una voce stridula e gli acuti erano qualcosa d’indescrivibile. Non vide la commissione di persone sedute nella prima fila della platea per le audizioni ma sentì la voce della donna che faceva da portavoce al gruppo: “La ringraziamo, Miss Scarlett, per la sua emozionante interpretazione. Ci ha fatto conoscere note che non credevamo potessero esistere. Grazie ancora, le faremo sapere”.

Poco dopo Odette venne chiamata in scena per la sua audizione. Doveva interpretare la parte di Maria al ballo dove le due bande rivali dei Jets e degli Sharks si sfidano a una gara di ballo. Tony e Maria, i due protagonisti, appartengono alle due bande rivali: lei gli Sharks, lui i Jets. Si notano nella sala, si avvicinano e, cominciando a danzare, s’innamorano ma non partecipano alla sfida. Quando il fratello di lei si accorge che Maria sta danzando con uno dei Jets, la manda a casa. Tony però la segue e, sotto la finestra della ragazza, le dichiara il suo amore cantando. Maria, sulla scala antincendio, rivela i suoi sentimenti a Tony e i due ragazzi si giurano amore.

Odette avrebbe danzato, cantato e recitato quella scena con il regista, che nella produzione del musical avrebbe interpretato anche la parte di Tony.

Pronti sul palco c’erano gli attori e le attrici che interpretavano gli altri ruoli e che facevano parte stabilmente della compagnia teatrale. Lo sguardo di Odette si posò dapprima sull’orchestra nella buca, pronta a iniziare a suonare, poi corse più lontano, verso la prima fila di sedili di velluto rosso imbottiti. Vide gli attori della commissione, la donna che aveva sentito parlare poco prima e che aveva il ruolo di aiuto regista, qualche assistente alla produzione ma non vide il regista. “Dov’è il regista?”, chiese.

“Eccomi!”.

Odette si voltò di scatto verso il corridoio in moquette con luci soffuse, alla sua sinistra, da dove aveva sentito provenire la voce profonda di un uomo. Le luci erano state tutte abbassate in platea. C’erano i riflettori puntati verso il palco, così riconobbe l’uomo solamente quando raggiunse la prima fila di sedili e la salutò, senza sedersi: “Benvenuta, Miss Barlow”, le disse.

Odette sgranò gli occhi per lo stupore e batté le ciglia prima di riuscire a guardarlo apertamente. Rimase irrigidita sul palco, osservando quell’uomo alto, dal fisico elegante e due occhi verde smeraldo in netto contrasto con i capelli corvini, mossi. “Mathew Hale”, si disse lei mentalmente, sentendosi crollare il mondo addosso. Tutte le aspettative che Odette aveva riposto in quell’audizione sfumarono nell’attimo in cui lo riconobbe. Quel giovane, non molto più grande di lei, era stato un suo insegnante di recitazione pochi anni prima ed era stato molto severo con lei, troppo, rimproverandola spesso di essere indisciplinata e rendendola insicura. Odette era arrivata al punto di dubitare di essere portata per il mestiere di attrice e aveva abbandonato il corso. In quel momento vide il sorriso di Mathew trasformarsi in un’espressione di stupore. Non l’aveva riconosciuta ma si stava chiedendo perché lei non andasse a prendere il suo posto sul palco.

“No, mi scusi”, disse Odette, rivolta a Mathew “Non voglio più sostenere l’audizione” e, voltandogli le spalle, fece per andarsene. Provava ancora lo stesso risentimento che aveva provato nei suoi confronti al corso di recitazione.

“La prego, Miss Barlow”, la fermò lui con un tono di voce gentile ma che esprimeva al tempo stesso una forza pacata “Ci provi almeno. Sono certo che lei si sia preparata a lungo prima di venire qui. Avrà investito tempo, energie e se é qui ora é perché ha creduto in se stessa. Non rinunci a provarci: io non la giudicherò come persona. Mi limiterò a valutare la sua performance”.

“Io non la giudicherò come persona…”, si ripeté mentalmente Odette, con sarcastica ironia e rancore “Non é quello che hai fatto con me quando frequentavo il tuo corso”.

Qualcosa nel tono di voce di Mathew la indusse però a credere che in quel momento fosse sincero. Si voltò e lo guardò dritto negli occhi. Nella sua espressione c’era ora un misto di rincrescimento e imbarazzo ma non compassione. L’aveva riconosciuta.

Lentamente Odette annuì e andò a prendere il suo posto in scena. L’orchestra iniziò a suonare e Odette fece la sua audizione.

Due giorni dopo ricevette la risposta tanto attesa: la parte di Maria era sua.

(continua)

“Il musical”, copyright © 2021 – Simona Maria Corvese.

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