IL LIBRO DEL NATALE – dal 6 al 9 dicembre

6 dicembre

Hai mai avuto disavventure natalizie?

Ricordo 3 disavventure natalizie. A ripensarci mi vien da ridere, perchè hanno tutte è 3 in comune una cosa: i raviolini.

La prima disavventura risale alla mia infanzia. Avevo 7 anni e, proprio la vigilia di Natale, i miei genitori e io ci siamo svegliati con l’influenza e la febbre alta. Avevamo in programma di andare a mangiare dai nonni ma non fu possibile. Ricordo che mio padre, nonostante la febbre, si alzò e andò di fretta e furia al supermercato a comprare qualcosa (dovendo mangiare fuori casa sia la vigilia che il giorno di Natale, non si era fatta la spesa per la cena e il pranzo natalizio). La cosa più semplice e veloce da cucinare, visto che la febbre alta rendeva difficile stare in piedi a lungo, erano i tortellini. Ricordo ancora i tortellini in brodo di quel Natale e lunghe ore passate a giocare nel lettone, con mamma e papà.

Il secondo ricordo ha un salto temporale di 36 anni. Quando mia figlia aveva 4 anni, ci fu un’altra disavventura natalizia. Il giorno di Natale andò bene, furono i nonni a venire a mangiare da noi. Durante la notte del 25 dicembre, sia io che mia figlia avemmo problemi allo stomaco (poi scoprimmo che era una forma influenzale che c’era quel periodo). Il 26 dicembre saremmo dovuti andare a mangiare dalla nonna paterna ma, con la febbre e lo stomaco ancora un po’ sottosopra, ci fu impossibile. Anche in questo caso i tortellini in brodo ci vennero in soccorso. Per fortuna li avevamo già in casa ma riuscimmo a mangiarli solo alla sera, quando lo stomaco cominciò a riprendersi. Il 27 dicembre consumammo il pasto previsto per il 26 e, a grande richiesta, trovammo ancora i tortellini in brodo.

Il terzo ricordo risale all’anno scorso. Questa volta i tortellini erano nel menù del 25 dicembre. Cosa insolita, in realtà, perché in famiglia ci piace mangiare le lasagne a Natale. Avevamo deciso di cucinare i tortellini con il sugo ma quel giorno mia figlia, al momento di condirli, mi chiese di poterli mangiare in bianco, solo con l’olio. In cucina, mentre stavo impiattando le pietanze, chiesi a mio marito di passarmi la bottiglia dell’olio. Nella confusione generale che regnava in casa con i parenti e la musica del concerto di Natale, da Assisi, in tv, non mi accorsi che mio marito mi aveva passato non la bottiglia dell’olio, bensì quella dell’aceto di mele! Le due bottiglie sono riposte di solito nello stesso posto e hanno etichette colorate simili. Non è mai accaduto di sbagliarsi, in precedenza. Fattostà che quella volta accadde. Colpa del consorte ma anche mea culpa, perchè non ho controllato prima di condire. Fu la bimba a dirci che i tortellini erano strani ma, per fortuna, avendo cucinato una quantità industriale di tortellini, sostituii prontamente il piatto. Adesso ci rido sopra ma quel giorno ci rimasi male per aver dato a mia figlia i tortellini all’aceto di mele.

Che dire: tra scombinati ci si riconosce subito. In questo caso gli scombinati siamo stati mio marito e io. Come dice il detto: “Dio li fa e poi li accoppia”!

7 dicembre

A cosa sei più grato per questo Natale?

Anche questo Natale in famiglia abbiamo la fortuna di poter dire grazie per più di una cosa.

Grazie perché abbiamo una casa in cui abitare.

Grazie perché c’è un lavoro.

Grazie perché il mio lavoro, per quanto agli inizi, sta prendendo una direzione chiara.

Grazie perché possiamo ancora godere dell’amore dei genitori, nonni splendidi con mia figlia.

Grazie perché ci ricordiamo ancora che Natale non è un carrozzone di luci, suoni e cianfrusaglie. Natale è gioia nel cuore per le piccole cose che stanno nelle pieghe del quotidiano. Cose che non costano nulla ma che diventano grandi contenuti nella nostra vita, se vissute con profondità.

Grazie perché abbiamo ancora ben presente che Natale è far festa per la nascita di un piccolo bambino che ha amato immensamente questo mondo. Grazie soprattutto per l’affetto dei cari di cui posso e possiamo godere tutti. È questo il regalo più prezioso.

8 dicembre

Fai una lista di amici e parenti che si fermeranno a mangiare a Natale o che passeranno a far visita nelle feste.

La mia lista è velocissima.

A Natale, come di consueto, mangiamo con i genitori, così la bimba passa tutta la giornata con i nonni.

Tutti gli anni si scatena una competizione sull’abitazione che ospiterà la colazione di Natale (noi di solito non facciamo il cenone di Natale).

I nonni ci verrebbero a casa loro. Noi vogliamo invitare i nonni a casa nostra, così non dobbiamo traslocare con tutti i regali di Natale.

Anche quest’anno ha già avuto inizio il consueto “contest natalizio”.

Durante le feste andiamo anche a trovare amici e parenti e loro fanno visita a noi.

9 dicembre

Scrivi il tuo menù di Natale.

Nella mia famiglia a Natale non seguiamo sempre il tradizionale menù natalizio. Più che altro cuciniamo le cose che tradizionalmente fanno parte del nostro menù, semplicemente perché ci piacciono.

Ecco il nostro menù del 25 dicembre:

aperitivo con patatine e olive

pizzette e altri voulevant assortiti

Antipasto con affettati, sottaceti, insalata russa o insalata capricciosa

Lasagna

Arrosto con contorno di patate al forno

Frutta fresca (soprattutto agrumi) e frutta secca.

Il dolce è un momento importante perché la mia famiglia è per metà lombarda e per metà campana. A Natale i dolci devono rappresentare il meglio del nord e del sud Italia. Di conseguenza c’è sempre l’immancabile panettone milanese nella sua ricetta tradizionale e le immancabili sfogliatelle ricce napoletane, acquistate dalla pasticceria “Achille”, un’istituzione partenopea, a Milano, da tempo immemore.

Per finire e digerire questa “botta” di pranzo natalizio, l’irrinunciabile caffè.

 

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