IL LIBRO DEL NATALE – dal 4 al 5 dicembre

4 dicembre

Quanti alberi di Natale decori ogni anno? Sono uno diverso dall’altro?

A casa mia c’è una tradizione tutta personale nella storia degli alberi di Natale. Il giorno che addobbiamo l’albero principale, leggiamo anche un racconto a tema.

Chi di voi non ha letto la favola “L’Abete” di Hans Christian Andersen alzi la mano. Per me è un’altra lettura natalizia che mette d’accordo grandi e piccini. La magia, come ho scritto ieri, non sta solo nella lettura ma anche nell’osservare lo sguardo incantato dei bambini che la ascoltano. Ecco un passo del racconto: “… i camerieri e le signorine lo decorarono. Su un ramo pendevano piccole reti ricavate dalla carta colorata; ognuna era stata riempita di caramelle. Pendevano anche mele e noci dorate, che sembravano quasi cresciute dai rami. Poi vennero fissate ai rami più di cento candeline bianche rosse e blu. Bambole che sembravano vere, e che l’abete non aveva mai visto prima d’allora, dondolavano tra il verde. In cima venne posta una grande stella fatta con la stagnola dorata; era proprio meravigliosa!.

“Questa sera!” esclamarono tutti “Questa sera deve splendere!”.

“Fosse già sera!” pensò l’albero “… chissà se verranno gli alberi del bosco a vedermi? E chissà se i passerotti voleranno fino alla finestra?…”.

… i piccoli si azzittirono, ma solo per un attimo, poi gridarono nuovamente di gioia facendo tremare tutta la casa. Ballarono intorno all’albero e tolsero, uno dopo l’altro, tutti i regali. … Poi i bambini ebbero il permesso di disfare l’albero. Gli si precipitarono contro con tale veemenza che l’albero sentì scricchiolare tutti i rami. Se non fosse stato fissato al soffitto con la stella dorata si sarebbe certamente rovesciato.

I bambini gli saltellavano intorno coi loro magnifici giocattoli. Nessuno guardò più l’albero, eccetto la vecchia bambinaia che curiosò tra le foglie per vedere se era stato dimenticato un fico secco o una mela. …”

Tutte le volte che rileggo questa favola di Andersen penso che anche noi adulti facciamo la stessa cosa con il Natale. Ci comportiamo come dei bambini, gioiamo della felicità che portano le feste natalizie oppure le detestiamo per la malinconia che ci mettono addosso ma, finito questo breve periodo, ce ne dimentichiamo completamente.

Il vero significato del Natale, senza voler fare retorica, dovrebbe abitare nel nostro cuore tutto l’anno.

A casa mia abbiamo due alberi di Natale. Il primo è alto all’incirca due spanne, è incredibilmente carico di fiocchetti rossi e palline colorate e sta nella cameretta di mia figlia. È un alberello bambino, proprio come lei.

Il secondo abete sta nel salotto e cresce con mia figlia. Sì, avete capito bene: cresce con mia figlia. La nostra tradizione familiare è questa: ogni anno compriamo un alberello che deve essere alto esattamente come mia figlia. Lo addobbiamo per bene e poi scattiamo una foto con la bambina accanto che, con una mano, prende un ramo: è come se si tenessero per mano.

Speriamo solamente che la bimba non mi diventi alta un metro e ottanta: sarebbe un tantino ingombrante avere un abete così in un semplice appartamento di città.

Dove mettiamo gli alberi degli anni precedenti? Li rivendiamo. Fino a ora ci siamo sempre riusciti, a rivenderli.

Ma non è finita qui. Mica è un abete qualsiasi, sapete? Il nostro è un albero di Natale musicale. Non pensate a uno di quegli alberi con incorporati dispositivi elettronici che li fanno cantare. Non, no, niente di tutto questo.

Dopo averlo addobbato con una quantità esagerata di fiocchi rossi, continuiamo il lavoro appendendo ai rami le palline colorate. Ma la magia è proprio qui: non sono semplici palline rosse e color oro. In realtà ogni pallina è una campanella, come quelle appese al collo delle renne di Babbo Natale. Quando mia figlia gli si avvicina scuote leggermente un ramo e tutto l’albero inizia a tintinnare, producendo una musica argentina.

Un magnifico albero di Natale musicale!

p.s.: quest’anno stiamo dedicando del tempo alla sera per realizzare anche delle stelle di Natale con l’arte dell’origami, da appendere poi all’abete. Sono coloratissime e allegre: peccato solo che non suonino.

5 dicembre

Alcune persone hanno ornamenti speciali per l’albero di Natale tutti gli anni, come il pupazzo di neve, gli angioletti, il cavallo a dondolo o l’omino di pan di zenzero. Hai anche tu una collezione di ornamenti o una tradizione?

Quando decori il tuo albero di Natale? Hai delle tradizioni nella decorazione dell’albero? Hai un albero vero ogni anno e lo prendi al vivaio?

Il pezzo forte degli addobbi per l’abete è un cristallo di neve che ci è stato regalato dall’elfo Ilbereth, segretario di Babbo Natale. L’anno scorso siamo andati tutti e tre a portare un saluto a Babbo, nella sua casa ai Giardini di porta Venezia a Milano.

Ebbene, pensate che Ilbereth ha uno strano marchingegno che produce fiocchi di neve! Anche noi abbiamo avuto in dono un cristallo di neve e lo custodiamo gelosamente. Quando decoriamo l’albero, il giorno di Sant’Ambrogio, il nostro cristallo della fabbrica di Babbo Natale ha un posto d’onore, ben visibile, in cima all’abete.

Anche quest’anno abbiamo scelto un alberello sintetico, volendo lasciare l’abete vero nella sua casa d’origine: il bosco.

“In mezzo al bosco si trovava un grazioso alberello di abete; aveva per sé parecchio spazio, prendeva il sole, aveva aria a sufficienza, e tutt’intorno crescevano molti suoi compagni più grandi, sia abeti che pini, ma quel piccolo abete aveva una gran voglia di crescere. Non pensava affatto al caldo sole né all’aria fresca, né si preoccupava dei figli dei contadini che passavano di lì chiacchierando quando andavano a raccogliere fragole o lamponi. Spesso arrivavano con il cestino pieno zeppo di fragole oppure le tenevano intrecciate con fili di paglia, si sedevano vicino all’alberello ed esclamavano: “Oh, com’è carino così piccolo!”.

Da “L’abete”, di Hans Christian Andersen.

Ieri accennavo anche al fatto che in famiglia abbiamo una collezione di palline di Natale dorate e rosse, che in realtà sono campanelle, come quelle appese al collo delle renne di Babbo Natale. Sono molto allegre perché, se scuoti appena appena l’albero, producono un titinnio argentino.

In poche parole abbiamo inventato un albero musicale!

La novità di quest’anno è che abbiamo dato il via a una collezione di stelle di Natale origami e fiocchi di neve in filigrana di carta. Le prime sono bidimensionali o tridimensionali e coloratissime. I secondi sono rigorosamente candidi. Ogni sera, dopo mangiato, mia figlia e io dedichiamo cinque minuti a realizzare una stella natalizia e un cristallo di neve. Peccato che non suonino, però.

“Il libro del Natale”, copyright © 2018 Simona Maria Corvese.

 

 

 

 

 

  •  
    1
    Share
  • 1
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

Lascia un commento da Facebook

Leave A Response

* Denotes Required Field