IL LIBRO DEL NATALE – dal 17 al 23 dicembre

IL LIBRO DEL NATALE – dal 17 al 23 dicembre

17 dicembre

Quando inizi ad ascoltare musica natalizia? Qual è il canto natalizio preferito di ciascun membro della famiglia?

Di solito iniziamo ad ascoltare musica natalizia sin dal primo di dicembre.

Sui canti tradizionali natalizi ci troviamo molto d’accordo. I nostri preferiti sono:

‘Adeste fideles’, ‘Jingle Bells’, ‘Tu scendi dalle stelle’, ‘Stille Nacht’.

‘Gli angeli delle campagne’(impropriamente conosciuta come ‘Gloria in excelsis Deo’),‘Mary’s Cradle’ (Reger) e ‘Carol of the Bells’ (Wilhousy) sono i miei preferiti, dopo ‘Adeste fideles’.

Tra i brani di musica classica natalizia i nostri preferiti sono: Sinfonia dell’Oratorio di natale (Bach), Jesu meine Freude (Bach).

 

18 dicembre

Hai una famiglia musicale? Qualche ricordo del ruolo speciale che strumenti musicali e canti hanno avuto in una riunione familiare natalizia.

Vi ricordate il film “Tutti insieme appassionatamente”? Ecco, non è il caso della mia famiglia!

Mia madre è stonata come una campana, mia figlia e io siamo intonate in modo eccezionale, mio marito e mio padre si vergognano da morire a cantare… e ho già spiegato molto.

Che fare quando le uniche due canterine e amanti della musica siamo mia figlia e io?

Fino a qualche anno fa rispolveravo la chitarra e accompagnavo dei canti natalizi. Ora che mia figlia studia flauto dolce alle elementari, suoniamo insieme i canti tradizionali natalizi. Ce li troviamo già pronti perché li ho suonati insieme a lei quando ha dovuto studiarli per lo spettacolo scolastico di Natale. Non facciamo altro che riproporli il giorno di Natale quando siamo insieme ai nonni. Ci cimentiamo anche nei canti natalizi tradizionali che abbiamo imparato nel periodo dell’Avvento e, con la base sotto, li cantiamo.

Prima di sposarmi ho avuto anche una seconda famiglia, tutta musicale. Ho fatto parte di un coro per 13 anni e ricordo ancora la magica atmosfera delle ultime prove prima del Natale, nel silenzio della notte, a luci soffuse, nella Chiesa vuota. In quel silenzio, in quella penombra, mi sentivo protetta dal mistero dell’universo.

Sono ricordi che mi rimangono profondamente nell’animo.

Io ero tra i soprani e i miei canti preferiti erano quelli a cappella, cantati a voci scoperte. Una sensazione meravigliosa e la consapevolezza di riuscire a far parlare la tua anima attraverso la melodia che stai interpretando, vibrando con ogni singola cellula del tuo corpo.

 

19 dicembre

Quali tradizioni familiari natalizie manterrai quando sai più in là con gli anni?

Sicuramente il partecipare tutta la famiglia insieme alla celebrazione della Messa Natalizia. Penso che manterrò anche il pranzo di Natale e mi piacerebbe, quando mia figlia sarà grande, coinvolgerla nella preparazione. È un momento di convivialità che avvicina e unisce molto perché si sta facendo qualcosa insieme che va a beneficio di tutti i membri della famiglia partecipanti al pranzo.

A tal proposito sto scrivendo un diario con le ricette tipiche natalizie della mia famiglia. Ci sono le ricette ma anche dei brevi racconti memory dei giorni precedenti numerosi natali, in cui abbiamo condiviso dei momenti a cucinare insieme. Rimarrà il ricordo dei pranzi di famiglia ma anche dei momenti trascorsi a prepararli insieme. Come dimenticare il tavolo della cucina completamente ricoperto dalla pasca fresca dei tortellini che, di lì a poco, riceveranno il loro ripieno e poi verranno assemblati? Come dimenticare le allegre conversazioni mentre mia madre e io li preparavamo?

Come dimenticare l’aspetto allegro di quel tavolo completamente ricoperto di tortellini e la soddisfazione nel pensare: “Questi li ho fatti io per tutta la famiglia”?

Stessa cosa per i natali in cui abbiamo scelto di mettere le lasagne nel menù natalizio.

Ecco, vorrei tramandare questa tradizione e perpetuarla con mia figlia, quando sarà abbastanza grande. Saranno i ricordi preziosi del tempo trascorso insieme a realizzare qualcosa per tutta la famiglia, con il nostro amore.

 

20 dicembre

I tuoi biscotti o dolcetti natalizi preferiti?

Nel periodo natalizio do il meglio di me stessa e la pasticcera che c’è in me si sbizzarrisce.

Per le festività di Sant’Ambrogio e Immacolata Concezione abbiamo la tradizione di preparare in casa lo zelten, un tipico dolce natalizio alto atesino, fatto con farina di segale, uvetta e frutta secca. La farina di segale sono riuscita a trovarla in un ipermercato vicino a casa mia.

Durante tutto il periodo dell’Avvento e fino all’Epifania, cucino i cantucci e i brutti ma buoni, due biscotti tipici toscani. Di solito li preparo insieme perché con i primi uso solo il tuorlo dell’uovo, con i secondi solo l’albume. Una cara amica toscana mi ha insegnato a prepararli, passandomi la sua segretissima ricetta di famiglia e anche alcuni segreti per la preparazione. Io adoro i cantucci ma, in questo caso, ogni volta che li gusto a fine pasto con mio marito, ho anche il dolce ricordo di un’amica.

Un’altra tradizione familiare per tutto il periodo natalizio sono i biscottini di pan di zenzero. Sono ben rifornita di formine natalizie: stelle, abeti, cuori e omini di pan di zenzero. In questo caso io preparo l’impasto e poi faccio felice la mia bambina coinvolgendola nella preparazione. È una gioia vederla prendere in mano gli stampini e ricavare la forma del biscotto con le sue manine. Quando i biscottini sono cotti, li decoriamo.

 

21 dicembre

Scrivi dei memoir sul cucinare a Natale. Cucini con altri o preferisci cucinare da sola?

Questa sera sono in cucina e ho appena finito di parlare al telefono con mia madre. Come tutti gli anni stiliamo una lista dei cibi da comprare per il pranzo di Natale. Una tradizione che ci piace portare avanti. Uno dei nostri piatti preferiti sono le lasagne e ogni anno le preparo insieme a mia madre. Negli ultimi anni la sua salute è in declino e fa fatica a stare in piedi a lungo, così, piano piano, ho preso in mano io la situazione, lasciando che lei mi aiuti. Mentre scrivo la lista dei cibi per l’antipasto, la mia memoria torna indietro nel tempo a ieri pomeriggio. Ci siamo trovate e abbiamo iniziato a cucinare le lasagne: la pasta, il sugo con la carne e il suo delizioso profumo, la besciamella. Poi il rituale di scolare la pasta e stenderla sulla tavola, adagiandola su candidi canovacci. Come tutte le mamme, si dimostra contrariata quando non segui alla lettera il suo modo di cucinare. Lo ha consolidato negli anni, la lasagna è sempre venuta bene: guai a cambiare qualcosa.

Sorrido con tenerezza quando, in queste situazioni, mi tratta come se fossi ancora una ragazzina di 12 anni. È più forte di lei. Al tempo stesso mi assale una sensazione di malinconia al pensiero che non avremo ancora molti natali per condividere questi momenti di convivialità. Semplici ma con un valore inestimabile, per me.

Torno alla mia lista e mi ricordo di appuntare un oggetto che non ha nulla a che vedere con il cibo: “Comprare un taccuino”.

Ieri, mentre cucinavamo, discorrevamo fittamente, passando dai pettegolezzi sulle persone della zona, alla vita scolastica di mia figlia, ai parenti che abbiamo sentito per gli auguri di Natale. A un certo punto mi è venuta in mente un’idea: acquistare un taccuino dove annotare le migliori ricette della nostra famiglia. Non solo quelle di Natale ma anche quelle di tutto l’anno. Mi piacerebbe moltissimo tramandare a mia figlia queste ricette imperfette, realizzate però con tanto amore. Mia madre lascerà accanto alle ricette delle annotazioni sul suo modo personale di realizzarle. Io contribuirò ad aggiungere una nota finale con i ricordi più belli su quelle ricette, quando le abbiamo cucinate insieme, quando le abbiamo mangiate.

Torno alla mia lista e controllo se ho dimenticato qualcosa tra i sottaceti e i toast da spalmare con il formaggio, per l’antipasto.

Il prossimo appuntamento sarà la mattina di Natale, per preparare gli antipasti. Quanti Natali sono passati e quanta confusione nei momenti in cui apriamo il formaggino al salmone e cominciamo a spalmarlo sulle fette dei toast, alle quali abbiamo tagliato i bordi. Sembriamo la catena di montaggio!

Do un’ultima occhiata alla mia lista. C’è tutto. Chiudo con soddisfazione il quadernino con le liste delle spese al supermercato, riponendolo in un cassetto.

Un altro Natale sta per arrivare, confortato dalla gioia di essere ancora tutti qui a poter vivere questi giorni. Consapevole di questo prezioso dono dal cielo, esprimo tutta la mia gratitudine e non sprecherò i momenti che arriveranno, con inutili screzi.

 

22 dicembre

Quali sono i tuoi profumi di Natale preferiti?

Passeggio con mia figlia e mio marito tra le bancarelle del villaggio di Babbo Natale, a Milano. Siamo usciti da poco dalla casa di babbo Natale, dopo un’attesa interminabile in coda con tante altre famiglie. Siamo stanchi e infreddoliti, quando il profumo di frittelle che proviene da un chiosco lì vicino ci attrae. Impossibile resistere. Pochi minuti dopo, tutti e tre felici, stiamo addentando le nostre frittelle calde. Hanno un gusto delizioso e sprigionano un aroma che ricorda la vaniglia. Ecco, è proprio quel profumo a trasportarmi indietro nel tempo, agli anni della mia infanzia, quando insieme ai miei genitori andavo alla fiera di Sant’Ambrogio. Compravamo sempre frittelle calde e poi un sacchetto di caldarroste da portare a casa.

Due profumi indelebilmente associati al Natale.

Poco dopo anche noi usciamo dal villaggio di Babbo Natale e andiamo in centro a vedere i mercatini di Natale in Duomo. Per perpetuare la tradizione natalizia, acquistiamo un sacchetto di caldarroste e cominciamo ad assaggiarne qualcuna per strada. Chissà se anche mia figlia, quando sarà grande, assocerà il profumo di questi cibi al Natale.

Tornati a casa ci scaldiamo con un te caldo al bergamotto. Seduti al tavolo della cucina apriamo la scatola di latta dove conserviamo i biscottini di Natale che abbiamo preparato il giorno precedente. Ognuno ha un aroma diverso che sprigiona altrettanti profumi: cannella, vaniglia, arancia, zenzero. Basta sgranocchiare un biscottino per rievocare un mondo di ricordi e sensazioni legate indissolubilmente al Natale.

Alla sera, alla fine del pranzo, sbuccio un arancia e faccio sentire a mia figlia il profumo che proviene dalla buccia e dalle foglie. È un’arancia siciliana non trattata. Proviene dall’aranceto di un amico di mio marito e ti accorgi subito che non è un frutto acquistato al supermercato perché il suo profumo è più intenso. Mi chiedo se sia solo una nostra suggestione che ci porta a sentire in quelle piccole arance dall’aspetto imperfetto e un sapore eccezionale, il profumo dell’amicizia.

Il giorno di Natale, quando taglio la prima fetta di panettone, il profumo dei canditi raggiunge subito le mie narici ed è questo l’aroma che, più di tutti, amo e associo al Natale. È mattina presto e mi sto preparando la prima colazione. Sono sola in cucina e c’è silenzio perché tutti stanno ancora dormendo. La prima soffice fetta di panettone è per me e, con essa, il profumo del Natale.

 

23 dicembre

Babbo Natale è parte delle tue festività del Natale? Racconta alcune tradizioni familiari su Babbo Natale.

L’altro giorno sfogliavo un album di fotografie dello scorso Natale e il mio sguardo si è soffermato su una foto in particolare, che ritrae mi figlia in Galleria Vittorio Emanuele a Milano, abbracciata da Babbo Natale.

Ricordo che quel giorno l’avevamo portata alla casa di Babbo Natale ai giardinetti di Porta Venezia. Dopo il tradizionale saluto a Babbo e la consegna della letterina, ci eravamo incamminati verso il centro, fino a raggiungere il Duomo. Era il giorno di Sant’Ambrogio e in Galleria alcuni maxi schermi stavano trasmettendo la prima della Scala in diretta. Arrivati all’altezza di “Biffi”, vidi attraverso la vetrata, seduto nella veranda esterna, Babbo Natale. Stava sorseggiando una cioccolata calda.

Feci per segnalarlo a mia figlia ma un ragazzino down sui 13 anni mi precedette, con la sua esplosione di gioia contagiosa.

“Papà c’è Babbo Natale!”, esclamò al culmine della felicità poi incollò il nasino alla vetrata della veranda, cercando di attirare l’attenzione di Babbo Natale. Ci riuscì, tant’è che l’uomo fece cenno al padre del ragazzo di aspettarlo. La voce squillante del ragazzino attirò anche l’attenzione di molte altre persone, che si fermarono ad aspettare Babbo.

Quando uscì, il ragazzino lo abbracciò al culmine della gioia e scambiò con lui alcune parole.

In quel momento non potei fare a meno di osservare l’espressione di tenerezza e commozione del padre del ragazzino. Babbo Natale aveva ancora fatto cenno al padre del ragazzo di non mettergli fretta e lasciò che il ragazzino gli raccontasse tutto quello che voleva.

Poco dopo li vidi allontanarsi nella folla della galleria, tenendosi per mano e con un’espressione davvero felice e piena di tenerezza.

Subito dopo Babbo Natale abbracciò mia figlia, le disse che era una brava bambina e fece una foto con lei, che teneva in mano un cristallo di neve (di polistirolo) donatole quel pomeriggio dall’elfo Ilbereth, il segretario personale di Babbo, alla fabbrica di Babbo Natale.

Insieme a mia figlia molte altre persone, tutte adulte, vollero abbracciare Babbo Natale. Nel loro abbraccio tutti espressero le loro preoccupazioni all’anziano signore dalla lunga barba candida.

La coppia di giovani fidanzatini prossimi al matrimonio, espresse il desiderio di avere presto un bambino, ma erano entrambi precari. Due signore mature dissero che erano disoccupate. Una signora anziana disse che avrebbe desiderato diventare nonna e portare il nipotino a far visita a Babbo Natale. Purtroppo il figlio sposato aveva problemi sul lavoro e questo progetto rischiava di essere procrastinato.

In ognuno di quegli abbracci lessi istanti di profonda felicità. Una volta sfogate le preoccupazioni individuali, la gioia era riuscita comunque a prendere il sopravvento.

È l’effetto che fa Babbo Natale a tutti, bambini e adulti. È la magia del Natale? È la magia di Babbo Natale?

Io penso che sia una magia che possiamo fare tutti, in qualsiasi periodo dell’anno, semplicemente mettendoci nella disposizione d’animo di essere disponibili ad ascoltare gli altri.

Chiudo l’album delle foto di Natale e penso che in fin dei conti non è così difficile vivere una storia magica che rimarrà a lungo nei nostri ricordi.

Se si è disposti ad aprire i nostri cuori all’ascolto si possono vivere tante storie magiche e farle vivere anche agli altri.

“Il libro del Natale”, copyright © 2018 Simona Maria Corvese.
Visita il mio sito per i post del “Libro del Natale” dal 17 al 23 dicembre e per quelli precedenti dal 1° dicembre.

https://www.simonamariacorvese.it/category/il-libro-del-natale/

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