IL LIBRO DEL NATALE – dal 10 al 16 dicembre

10 dicembre

Quali sono le tradizioni dell’Avvento nella tua famiglia?

Sono una mamma con una bambina ancora piccola in famiglia. Ho la fortuna di essere testimone di quel momento d’oro che è la sua infanzia. Questi sono gli anni in cui le tradizioni dell’Avvento si sentono di più e so che il loro ricordo rimarrà per sempre nel mio cuore. Il primo dicembre ho aperto gli scatoloni per allestire il presepe e l’albero di Natale. Di tradizione li facciamo il 7 dicembre, Sant’Ambrogio, ma quest’anno la mia piccola ha chiesto di farlo prima e l’ho accontentata.

Ci vuole così poco per rendere felici i bambini e farsi regalare un loro sorriso, che ci fa sentire in paradiso.

Nei giorni passati abbiamo anche scritto la letterina a Babbo Natale. Gliel’abbiamo consegnata di persona il giorno di Sant’Ambrogio, quando siamo andati a trovarlo a casa sua, nel villaggio di Babbo Natale, ai giardini di Porta Venezia, a Milano.

In questi giorni dell’Avvento prepareremo insieme anche i biscottini di Natale, da decorare: omini di pan di zenzero, cuori, stelle, alberelli di Natale, sono le nostre formine preferite.

La vigilia di Natale facciamo una visita al cimitero, a salutare il padre di mio marito. Questa è una tradizione scandinava che ci è piaciuta e abbiamo fatto nostra. Un modo per sentirsi più vicini ai cari della famiglia che non sono più con noi.

Per far sentire maggiormente l’attesa a mia figlia, ascoltiamo anche canti natalizi, vediamo film a tema e dedichiamo del tempo alla sera a letture natalizie.

Quando penso ai momenti che condivido con i miei cari, mi rendo conto che la felicità e i grandi contenuti della nostra vita, stanno nelle pieghe del quotidiano.

11 dicembre

Hai un presepe? Dove lo metti e come lo disponi? Di che cosa sono fatti pezzi e che aspetto hanno?

Mentre dispongo le statuine del mio presepe in una nicchia quadrata del mobile nel salotto, che tutti gli anni sgombero dai libri, non posso fare a meno di pensare da quante mani sono passate. Sono statuine di gesso colorato, di nessun valore commerciale, persino sbrecciate in qualche punto ma hanno un forte valore affettivo per me. Credo risalgano agli anni 50 o 60 del secolo passato e sono state acquistate dai miei nonni materni. Ricordo ancora quando, da bambina, mio nonno passò l’intero presepe ai miei genitori perché aveva visto che mi piaceva molto. Ero attirata in particolar modo dalla figura di uno dei 3 re magi, con un mantello di un vivido color rosso, lungo fino ai piedi e una corona dorata. Aveva un’aria fiera, regale e rassicurante.

Ho in mano proprio quel pezzo mentre mi accingo a disporlo nella scena del presepe, lontano dalla grotta della Sacra Famiglia. In realtà non è una grotta ma una capanna in legno, realizzata sullo stile delle baite di alta montagna. Ecco, dispongo il re magio, insieme agli altri due re, sullo sfondo perché sono ancora in viaggio.

Accanto a me c’è mia figlia con il suo visetto incuriosito e felice. Un’ondata di nostalgia mi assale, pensando che anche i miei genitori hanno compiuto questi stessi gesti con me. Prima di loro sono stati i nonni a compierli.

Guardo verso la porta del salotto, aspettando di vederli comparire da un momento all’altro a dirmi che è troppo presto per mettere i re Magi.

I volti delle statuine sono rivolti verso di noi e anche loro guardano verso l’ingresso come ad attendere degli ospiti che non torneranno più ma che, tuttavia, sono presenti tra noi con il ricordo che questo presepe ha evocato.

Ora ho tra le mani un presepe intagliato nel legno, con la Sacra Famiglia. È stato realizzato da un artigiano di Sesto in Alto Adige e l’ho acquistato qualche anno fa a una fiera del’artigianato. Ogni pezzo intagliato da questi artigiani, pur non avendo un gran valore economico, è unico. Mentre mi accingo a riporlo in una vetrinetta, mi viene in mente un’altra grande scuola di presepi: quelli napoletani. Ricordo ancora quanto è stato emozionante visitare l’esposizione permanente di presepi napoletani alla Reggia di Caserta, qualche anno fa. Quanta cura del particolare nel rappresentare i mestieri di personaggi che non hanno mai fatto parte del presepe. Sono talmente ben fatti da non stonare nella raffigurazione della notte Santa e, anche se sono personaggi di fantasia, la scena corrisponde perfettamente al significato del Natale: “Dio si è fatto uomo ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, persone comuni”.

Penso a quante volte mio padre avrebbe voluto regalarmi un presepe realizzato a San Gregorio Armeno ma era troppo costoso.

Rimarrà un desiderio non soddisfatto ma la sola intenzione di regalarmene uno mi è già di per se stessa un ricordo prezioso.

12 dicembre

La tua famiglia mette i regali sotto l’albero già durante il mese di dicembre o compaiono solo la notte di Natale?

Tutti gli anni, la notte del 24 dicembre, c’è un momento in cui mio marito e io, dopo aver portato a dormire mia figlia, facciamo la spola tra la sua cameretta e il salotto, dove è l’albero. Quando siamo sicuri che si è addormentata, silenziosi come due gatti, tiriamo fuori i regali già impacchettati e li disponiamo sotto l’albero.

Prima di quella data è impensabile far vedere i doni perché, dalle nostre parti, si aspetta l’arrivo di Babbo Natale!

13 dicembre

Hai una tradizione speciale sul dove riporre i regali di Natale? I regali li raggruppi già impacchettati oppure no?

Posto che i regali li mettiamo sotto l’albero solo la notte del 24 dicembre, nel periodo che precede il Natale, li teniamo nascosti negli armadi, non tutti insieme, non tutti necessariamente a casa nostra. Soprattutto li riponiamo in luoghi in cui sappiamo che la bambina non può avere accesso. Se incidentalmente dovesse aprire quegli armadi, abbiamo riposto i regali in sacchetti, in modo che non possano essere riconosciuti.

Due giorni prima del Natale li impacchettiamo e poi li rimettiamo nei sacchetti che nascondono la carta natalizia coloratissima dei pacchetti.

Ricordo che quando ero ragazza avevo avviato una tradizione natalizia con la mia amica del cuore: ci scambiavamo i regali per i genitori. Io tenevo a casa mia i regali per i genitori di Valeria e Valeria teneva a casa sua i regali per i miei genitori, rigorosamente impacchettati e infiocchettati. Era divertente, la vigilia di Natale, trovarsi per scambiare i pacchi. Siamo sempre state bravissime a non fare confusione e scambiare qualche pacco sbagliato.

14 dicembre

Hai un regalo speciale per babbo Natale?

Ebbene sì! Visto che da queste parti si aspetta Babbo la notte di Natale, abbiamo l’usanza di lasciare sul balcone, quella notte, un lumino acceso, in modo che Babbo Natale possa trovare la nostra casa. Accanto al lumino c’è un piatto con biscotti al cioccolato che abbiamo cucinato noi il pomeriggio del 24 dicembre. C’è anche un piattino a parte con delle carote per le renne.

La mattina del 25 dicembre, quando mia figlia si sveglia, trova i piattini vuoti e , appoggiata su quello di Babbo Natale, c’è una lettera.

È la lettera che babbo Natale ha scritto a mia figlia!

15 dicembre

Quali sono le tue tradizioni dello scambio dei regali?

Nella mia famiglia, sin da quando ero bambina, ci scambiamo i regali il giorno di Natale. C’è proprio una cerimonia dell’apertura dei regali, appena svegli la mattina del 25 dicembre.

Tutti in pigiama, assonnati e arruffati, ci troviamo davanti all’albero addobbato e iniziamo a scartare i pacchetti. Gioia e confusione sono compagne immancabili di questi momenti.

Più tardi nella mattinata, quando ci incontriamo con i genitori per il pranzo, la bambina consegna ufficialmente i regali ai nonni. Questa è la seconda cerimonia di apertura dei regali, a casa dei nonni o a casa nostra, a seconda di dove ci troviamo a mangiare.

Quando la bambina sarà più grande staremo svegli la vigilia di Natale e, allo scoccare della mezzanotte, ci faremo tutti gli auguri dando il via alla cerimonia d’apertura dei regali.

16 dicembre

Qual è l’addobbo di Natale preferito di ogni membro della famiglia?

La bambina: un cristallo di neve (in polistirolo) che le ha regalato Ilbereth, l’elfo segretario di Babbo Natale. Le è molto caro, per il ricordo e lo mette in cima all’albero, vicino al puntale, in modo che si possa vedere bene.

Io: un cristallo di neve in filigrana di carta, che ho realizzato insieme a mia figlia. Ne abbiamo realizzati altri, di cristalli di neve, ma questo ci è riuscito particolarmente bene.

Mio marito: una campanella colorata di rosso, come l’abito di Babbo Natale, con la testa a forma di orsacchiotto e il berretto di babbo Natale in testa.

I nonni: una tradizionale pallina da appendere all’abete. È stata realizzata in Germania ed è azzurra, di una sfumatura bellissima, decorata con ghirigori color oro.

Altri addobbi che ci piacciono molto, pur non essendo i preferiti: un pattino da ghiaccio realizzato con il feltro (da appendere all’albero di Natale) e due fiocchi di neve ricamati con il punto Hardangher in delicate sfumature bianche e azzurre. L’Hardanger è un ricamo tipico norvegese e i cristalli di ghiaccio ricamati li ho realizzati io.

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