IL DIARIO DI LADY MIA

IL DIARIO DI LADY MIA

Londra, XIX secolo, epoca vittoriana

Lady Mia Wilson, vedova, ha perso il suo diario. Le rigide convenzioni della società Vittoriana le impongono di condurre una vita irreprensibile e, possibilmente, di risposarsi. Il patrimonio che ha ricevuto alla morte dell’adorato marito fanno di lei un’ereditiera. Ragion per cui ha deciso che, se si risposerà, il suo non sarà un matrimonio combinato.

Da qualche tempo sta ricevendo dei biglietti anonimi che la ricattano. Nel suo diario segreto ha annotato i ricordi e le emozioni provate in una relazione con Mr. Daniel Evans , un ufficiale di Scotland Yard. Daniel è stato l’unica persona a ridestare i sentimenti di Mia, dopo il lungo lutto che la giovane donna si è imposta.

Ora Mia non sa cosa fare. Dubita di tutti, anche di Daniel. Si era appartata con lui nel labirinto dell’incantevole giardino di Sunset Manor, la proprietà della famiglia Byrne, la notte in cui lo aveva smarrito. Quella sera aveva accettato di partecipare alla festa di quei cari amici di famiglia ma nessuno sapeva della sua relazione con Daniel.

Daniel era una sorta di attrazione in quel momento. Era il brillante e affascinante giovane investigatore di Scotland Yard, reclutato dalla strada quando era un ragazzino di 10 anni. Aveva fatto carriera e accumulato una fortuna da solo con il suo rischioso lavoro. La sua storia affascinava l’alta borghesia e molti nobili lo invitavano alle loro feste, anche se non faceva parte della buona società londinese.

Mia e Daniel si erano addentrati nel labirinto di siepi di bosso per parlare, lontani da occhi indiscreti e certi di non incontrare nessuno. Quando Mia si era accorta della perdita del diario era tornata indietro con Daniel alla fontana posta al centro del labirinto. Il diario non era più sul bordo della vasca, dove l’aveva lasciato. Daniel aveva giurato di non averlo preso lui ma Mia non lo conosceva così bene da essere certa della sua sincerità. Inoltre, apparentemente, nel labirinto non c’era nessun altro, a parte loro, quella notte stellata di giugno.

Passarono i mesi e Lady Mia continuò a ricevere biglietti ricattatori. Ora le veniva esplicitamente richiesta una consistente somma di denaro.

Daniel stava aiutando Mia a risolvere quel mistero. La notte stessa del misfatto, quando la donna aveva fatto ritorno a casa sulla sua carrozza, era tornato una seconda volta nel labirinto e vi aveva trovato un oggetto che gli aveva fatto intuire la presenza di un’altra persona. Era un orecchino pendente a goccia, di ametista viola.

Dunque una dama era venuta a conoscenza della loro relazione. Daniel e mia si erano presentati separatamente alla festa e durante tutto il tempo alla cena e nel salone da ballo avevano finto di non conoscersi. Un finissimo gioco di coppia che amavano: non vi era nulla di più intrigante, eccitante e sensuale del fingere di non conoscersi in pubblico.

Ebbene, l’occhio da investigatore di Daniel, allenato a notare i particolari anche più nascosti, lo aveva portato a notare la lady con la parure di ametista. Era una donna alta, con i capelli neri, una carnagione chiarissima, gli occhi di una sfumatura di blu che sembrava quasi viola e un portamento regale. Quella sera indossava una collana, un braccialetto e due orecchini a goccia, che formavano una parure di ametista. Non l’aveva notata per i gioielli che indossava: c’erano molte dame quella sera e indossavano gioielli ben più preziosi. Quella donna era un’amica di famiglia di Mia e, per puro caso, l’aveva scoperta mentre scambiava effusioni con il padrone di casa, appartata in un salottino. Era una nobile decaduta e Lord Byrne, quando la donna era uscita frettolosamente dal salotto gli aveva parlato. “Posso contare sulla vostra discrezione Mr. Evans, vero?”.

“Sono un gentiluomo. Avete la mia parola”, aveva replicato Daniel.

Ora i sospetti di Daniel si concentravano, a ragion veduta, sulla giovane donna.

Quando Mia informò Daniel dell’ultimo biglietto ricevuto, lui la esortò a recarsi all’appuntamento con la somma che era stata chiesta come ricatto. Era probabile che l’autrice del ricatto volesse colpire loro due. Sarebbe stato uno scandalo che avrebbe rovinato l’irreprensibile reputazione di lady Mia, se si fosse venuto a sapere della loro relazione.

All’incontro, nei giardini di kensington a Londra, ammantati in una coltre di neve, in un gelido e tardo pomeriggio di gennaio, Mia incontrò una dama avvolta in uno scuro mantello di velluto blu. L’ampio cappuccio le impediva di vederle il volto. Nel momento in cui Mia le consegnò la busta con i soldi, Daniel, che fino a quel momento si era nascosto dietro un cespuglio, si avvicinò alle due donne.

Con una mossa fulminea abbassò il cappuccio alla misteriosa dama.

“Credo che questo orecchino vi appartenga, Lady Taylor”, disse aprendo il palmo della mano. I piccoli brillanti che incorniciavano la goccia di ametista brillavano ancor più sul guanto di velluto nero di Daniel, sotto la luce fioca del lampione.

“Lily!” esclamò esterrefatta Mia.

Lady Taylor impallidì e confessò tutto. Voleva ricattare Daniel e Mia per due motivi. Lui aveva scoperto la sua relazione con Lord Byrne. Al tempo stesso meditava da tempo di estorcere dei soldi a Mia. La sera della festa era andata a rifugiarsi nel labirinto di bosso per smaltire la vergogna di essere stata scoperta da Daniel e, per ironia della sorte, aveva scoperto la relazione che legava l’uomo e la sua amica vedova. Lily era stata per anni l’amante del marito di Mia. Lui, quando aveva scoperto di essere ammalato, aveva promesso di lasciarle una rendita. Dopo la sua morte, amaramente apprese che Lord Wilson le aveva destinato una modestissima somma che non l’avrebbe aiutata a sopravvivere.

Lily era determinata a vendicarsi con Mia, che aveva sempre invidiato, e a estorcerle una cospicua somma di denaro. Quell’occasione le si era presentata su un piatto d’argento.

Mia si dimostrò una vera lady. Lily era la giovane vedova di un nobile decaduto, dal quale aveva ereditato solo debiti. Quella donna le fece compassione perché, per sopravvivere si era lasciata usare da uomini senza scrupoli. Solo la disperazione poteva averla portata a un simile vile gesto. Lily le aveva fatto scoprire l’insospettabile seconda vita di suo marito, l’uomo che aveva creduto sinceramente l’avesse sempre amata.

Senza esitazioni Mia ripianò i debiti di Lady Taylor e le destinò una modesta rendita, a patto che sparisse dalla sua vita e se ne andasse da Londra.

Mia si pentì anche di aver dubitato di Daniel. Non le importava nulla se lui le era inferiore socialmente. Lo amava e insieme a lui annunciò il loro fidanzamento. Accanto a Evans Mia si sentiva sicura e amata. Accanto a lui Mia era tornata a provare sensazioni ormai sopite da tempo.

La notizia destò scalpore nell’ipocrita e morigerata società vittoriana ma Mia e Daniel non se ne curarono e andarono avanti dritti per la loro strada, fino al giorno del loro matrimonio.

“Il diario di Lady Mia”, copyright © 2020 Simona Maria Corvese.

 

 

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