GHOSTWRITING AI TEMPI DEL LICEO

GHOSTWRITING AI TEMPI DEL LICEO

Una storia vera, di Simona Maria Corvese

 “… scrivere nell’ombra per un’altra persona mi ha fatto correre un brivido di emozione lungo la schiena”.

Copyright © 2018 Simona Maria Corvese

 

“…Cirano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac
Che in vita sua fu tutto e non fu niente!”

Cyrano de Bergerac, di Edmond Rostand

 

Sapete chi è un ghostwriter? Come dice la parola inglese, è uno scrittore fantasma, ovvero uno scrittore che rimane nell’ombra e scrive per un’altra persona.

Avete presente Cyrano de Begerac, il ghostwriter più famoso della storia della letteratura? Avete presente Sarah Hurwitz, la ghostwriter esclusiva di Hilary Clinton e Michelle Obama? Ricordate il bel discorso di Hilary Clinton sul soffitto di vetro che impedisce alle donne di fare carriera? È stato scritto da Sarah Hurwitz.

Ho vissuto la mia prima esperienza come ghostwriter durante la maturità classica. Come?

Leggete il racconto di oggi dal tono sì scherzoso… ma vero.

Buona lettura, se volete

Simona

 

GHOSTWRITING AI TEMPI DEL LICEO

Una storia vera, di Simona Maria Corvese

“… scrivere nell’ombra per un’altra persona mi ha fatto correre un brivido di emozione lungo la schiena”.

La storia di oggi ha un tono allegro e scherzoso ma è vera… nel senso che, per quanto incredibile, mi è accaduta veramente.

Avete mai sentito parlare di ghostwriting? Il ghostwriter è uno scrittore ombra che scrive racconti, articoli, romanzi, discorsi, storytelling per un’altra persona, cedendole i diritti d’autore.

Molti anni fa, il primo giorno degli esami di maturità classica, mi sono trovata a fronteggiare una situazione di ghostwriting… solo che non lo sapevo.

Ci avevano appena dato le tracce dei temi e mi ero buttata a capofitto nella scrittura del mio. L’argomento che aveva risvegliato la mia fantasia e tanto entusiasmato era il mecenatismo. Ero talmente presa da quello che stavo scrivendo che non mi accorsi di quanto stava accadendo alla compagna di classe davanti a me. Non impiegai molto a finire di scrivere l’elaborato, revisionarlo e trascriverlo in bella copia. Le idee erano fluite copiose e lo avevo scritto di getto. Sul finire del lavoro un professore della scuola che passava avanti e indietro tra le file dei banchi, mi si avvicinò e, con discrezione, mi sussurrò, riferendosi alla ragazza seduta davanti a me: “È totalmente nel panico. Ha scritto una sola riga e non va avanti. Dettaglielo!”.

Solamente in quel momento mi accorsi che la compagna indicata stava piangendo.

“Aiutami, Simona…”, mi mormorò a testa bassa, senza voltarsi indietro. Spostò il foglio un po’ ai margini del banco, per farmi vedere la traccia che aveva scelto. Era diversa dalla mia ma questo non costituiva un problema.

Lessi anche l’unica frase che aveva scritto. Era bellissima e mi fece tenerezza. L’unico pensiero che la sua mente impaurita era riuscita a produrre era stato per le persone a lei più care: la sua famiglia.

Potete immaginare cosa accadde nell’ora successiva. Fingendo di rileggere a mezza voce il mio elaborato, le dettai tutto il tema. Un po’ fingevo di leggere a mezza voce, un po’ mi fermavo e leggevo a mente, per non insospettire i professori della commissione. Al massimo potevano pensare che fossi una perfezionista. Stetti molto attenta all’uso di aggettivi e, ancor più, degli avverbi. Io creo pensieri utilizzando aggettivi e avverbi ricorrenti, che identificano il mio specifico modo di ragionare. È così per me. È così per tutti… quindi usare i miei aggettivi e avverbi ricorrenti è un po’ come metterci la firma…

Conoscevo molto bene il modo di esprimersi della mia compagna, la sua sfera emotiva e personale e anche la sua posizione nei confronti dell’argomento che aveva scelto. Un vero peccato che la sua mente, quel giorno, avesse deciso di fare sciopero.

Dettai quindi l’elaborato stando attenta a interpretare il modo di pensare della ragazza e a usare gli avverbi e altre espressioni tipiche con le quali si esprimeva abitualmente. Conoscerla è stato un gran vantaggio, lo ammetto.

Come andò a finire? Presi due bellissimi voti e, volete mettere la soddisfazione di farla proprio sotto il naso alla commissione della maturità?

Quello è stato il mio primo lavoro di ghostwriting, anche se all’epoca non sapevo assolutamente cosa fosse il ghostwriting.

Un segno premonitore che non ero ancora pronta a riconoscere? Forse… fatto sta che scrivere nell’ombra per un’altra persona mi ha fatto correre un brivido di emozione lungo la schiena.

Anche questo è un segno, che merita di essere ascoltato.

Scrivere mi emoziona, sia che lo faccia per me, che per un’altra persona. Avete presente Cyrano de Bergerac? È un illustre precursore del ghostwriting. Anzi, è il ghostwriter più famoso della storia della letteratura!… Quel giorno ho provato l’ebrezza di vestire i panni di Cyrano de Bergerac, in gonnella, ma senza struggimenti amorosi!

Concludo questa storia scherzosa ma vera con una foto.

L’affascinante donna di origine americana-ebraica che parla con Michelle Obama è Sarah Hurwitz, la ghostwriter esclusiva prima di Hilary Clinton e poi di Michelle Obama.

Ricordate il bel discorso di Hilary Clinton sul soffitto di vetro che impedisce alle donne di fare carriera? È stato scritto da Sarah Hurwitz.

Il ghostwriting oggi viene utilizzato anche dagli autori indipendenti, i cosiddetti “indie”. Avete presente John Locke, uno dei primi e più noti autori indipendenti su Amazon (con fatturati strabilianti per essere un “indie”), che scrive spy stories? Tempo fa lessi una sua intervista, nella quale incoraggiava gli autori indipendenti ad avvalersi di ghostwriters per scrivere più romanzi da autopubblicare in tempi brevi.

Che dire… è impensabile che mi trovi un giorno a scrivere discorsi per first ladies o politici ma, se siete autori indipendenti, “indie”, e state leggendo questa storia, sapete come contattarmi.

Non ho mai considerato un altro autore come un concorrente. Al contrario, penso che possano coesistere bellissime collaborazioni professionali tra professionisti della narrativa indipendente.

… in fin dei conti sono una scrittrice… mai mettere limiti alla fantasia!

“Ghostwriting ai tempi del Liceo”, copyright © 2018 Simona Maria Corvese.

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